COMUNI MARZIANI

Nella vita di molte persone omosessuali, il rapporto con i propri sentimenti si intreccia fin dall’adolescenza con il peso delle aspettative, dei giudizi e delle categorie imposte dagli altri. Ciò che nasce come naturale e spontaneo può essere percepito dall’esterno come qualcosa da correggere o nascondere, generando isolamento, conflitti e la sensazione di essere fuori posto, come dei “marziani”.

Comuni Marziani attraversa questo passaggio delicato: dal sentirsi sbagliati alla scoperta di sé, dall’assenza di riferimenti alla possibilità di riconoscere e affermare la propria identità. Al centro ci sono affetti, desideri e relazioni che condividono le stesse dinamiche e la stessa intensità di qualsiasi altra esperienza amorosa, rivolti però a una persona dello stesso sesso.

Ispirandosi a racconti, storie ed esperienze personali, lo spettacolo porta in scena situazioni che alternano registri diversi. Il linguaggio della danza accompagna una narrazione in cui la realtà si mescola a elementi surreali, comici e grotteschi, dando forma a una pluralità di punti di vista. Ne emerge un mosaico di esperienze anche contraddittorie tra loro, che restituisce la complessità di una realtà tutt’altro che uniforme e ancora poco conosciuta nelle sue molte sfumature.

L’ULTIMA ESTATE

Il 1992 è l’anno delle stragi di Capaci e di via D’Amelio, un momento drammatico che segna per sempre la storia d’Italia. L’Ultima estate ripercorre gli ultimi mesi di vita dei due magistrati siciliani e, attraverso fatti noti e meno noti, pubblici e privati, ne racconta la vicenda al di là della cronaca e lontano dalla retorica celebrativa. Emergono così la forza, l’umanità e il profondo senso dello Stato che li animava, ma anche l’allegria, l’ironia, la rabbia e, soprattutto, la solitudine cui furono condannati. Liberati dall’immagine di icone cristallizzate, Giovanni Falcone e Paolo Borsellino arrivano al pubblico nella loro dimensione più autentica, quotidiana e profondamente umana.

COME CUCINARE UNO SMARTPHONE

Spettacolo per le scuole

È sera. Una mamma affaccendata e un bambino solitario stanno leggendo il libro della preistoria, quando arriva l’ora di cena. La mamma non sa cucinare, è veramente negata, e come ogni sera si affida ai surgelati, comodi, semplici e veloci. Ma quella sera sono finiti. Che fare? La relazione mamma-figlio vista attraverso la scoperta del cibo, spesso vissuto come un momento di vero “braccio di ferro”, la cucina e il cucinare diventano metafora del loro stare insieme: lei scoprirà l’importanza del tempo e della cura trascorso insieme a suo figlio, lui le mille difficoltà che ogni giorno una mamma deve affrontare.

CATTIVINI

Spettacolo per le scuole

Cattivini vuole essere un omaggio in forma di concerto, a quella fondamentale e vitale pulsione infantile che tutti conosciamo: la monelleria, il sovvertimento delle regole, la naturale inclinazione a sbagliare per imparare. Le canzoni di questo concerto rispecchiano lo sguardo dei bambini sul mondo, sugli argomenti urgenti per un animo piccino e su quelli più frivoli ed evanescenti, ma non per questo meno importanti. Tutto questo per svelare le emozioni, sia quelle forti che un po’ spaventano, sia quelle che ci fanno divertire e stare bene. Canzoni piene di humor, di non-sense, di geniali trovate, proprio come i bambini sanno fare! Anche gli adulti riconosceranno sé stessi, le proprie comiche nevrosi, i propri tic e rideranno anche loro. Anzi, rideremo tutti insieme. E canteremo. E se proprio ci verrà voglia, balleremo fino all’ultimo giro di musica. Per ricordarci che siamo qui per celebrare la vita giocando, e non c’é regola che tenga.

LA DOLCE GUERRA

scuole

Torino, Belle Époque. Olmo, giovane pioniere del cinema ispirato a Giovanni Pastrone, sogna di realizzare il suo film. Ada, maestra elementare, insegna ai bambini i valori patriottici imposti dal Ministero, mentre intorno a lei crescono le prime istanze di emancipazione femminile. Sono anni di entusiasmo, fiducia nel futuro e grandi possibilità.

Ma il cinema, appena nato, diventa rapidamente anche uno straordinario strumento di propaganda: in pochi anni centinaia di film contribuiscono a costruire un’immagine eroica della guerra e del nemico, preparando l’opinione pubblica al conflitto.

Olmo e Ada saranno costretti a partire per il fronte e scopriranno sulla propria pelle il prezzo di quell’entusiasmo.

La dolce guerra mette in dialogo l’Italia che precede la Prima guerra mondiale con il presente, tracciando un parallelo tra il potere persuasivo del cinema di allora e quello dei social network di oggi. Fake news, nemici costruiti e narrazioni capaci di trasformare la realtà non sono fenomeni nuovi: cambiano gli strumenti, ma non i meccanismi.

Durante lo spettacolo, gli stessi interpreti realizzano un film dal vivo, mostrando quanto sia facile costruire una narrazione credibile e quanto sia sottile il confine tra realtà e rappresentazione.

MISS ENGLISH HOLIDAY

Lo spettacolo è stato pensato per le classi I, II, III e IV della scuola primaria.

Le vacanze estive di Miss English prendono una piega inaspettata quando Platypus, un curioso e intraprendente ornitorinco, si nasconde nel suo camper deciso a proseguire le lezioni d’inglese anche durante l’estate. Attraverso una narrazione coinvolgente, lo spettacolo alterna teatro d’attore, burattini, maschere, magia, musica e momenti di grande comicità, dando vita a un racconto dinamico e partecipativo. Le vicende di Miss English e dei suoi inseparabili compagni diventano l’occasione per avvicinare i bambini alla lingua inglese in modo naturale, stimolando curiosità, ascolto e interazione.

IL PAESE SENZA PAROLE

Spettacolo per le classi 4° e 5° della Scuola Primaria e Scuola Secondaria Inferiore

Nel paese dove vivono Philéas e Cybelle non si parla quasi mai: qui le parole vanno comprate e mica tutti bambini possono permetterselo. Così Philéas, quando si innamora di Cybelle, non ha abbastanza soldi nel salvadanaio per dirglielo. Uno spettacolo di narrazione e danza, un racconto sull’importanza delle parole e delle storie da poter raccontare, dove gli occhi e le orecchie possono immaginare mondi nuovi, emozioni che non sono visibili se non attraverso il corpo e il movimento.

TUTTO CAMBIA!

Spettacolo per la scuola dell’infanzia e prima classe della scuola primaria

Traendo ispirazione sia da racconti classici sia da opere moderne e scientifiche, lo spettacolo intreccia mito e realtà conducendo i giovani spettatori nello stupefacente mondo della metamorfosi. Grazie a un linguaggio semplice e poetico, seguiamo le vicende di un piccolo essere attraverso i suoi continui mutamenti che si rivelano ora naturali, ora fantastici. Così come il seme si trasforma in albero e il bruco in farfalla, una giovane ragazza può mutarsi, grazie all’immaginazione, in un’intera foresta.

PETER PAN

Arturo, professore razionale che ha smarrito il rapporto con la fantasia, e Wendy, una bambina determinata a non rinunciare alla propria capacità di immaginare, intraprendono un percorso alla ricerca di Peter Pan, simbolo universale dell’infanzia e della libertà, attraversando uno spazio scenico sospeso tra realtà e immaginazione.

Liberamente ispirato al celebre racconto di Peter Pan, lo spettacolo propone una rilettura poetica attraverso il linguaggio del circo contemporaneo per restituire un racconto dedicato al valore dell’immaginazione e alla forza del sogno.

Spettacolo per la scuola primaria

LA TEMPESTA

Una compagnia teatrale ha poco tempo per mettere in scena La Tempesta. Gli attori sono già lì, sospesi tra sé stessi e i personaggi che stanno per incarnare. Le prove iniziano, e l’isola di Shakespeare prende forma davanti agli occhi del pubblico: un luogo di esilio e di incanto, di potere e di ribellione.

Prospero, duca spodestato e mago potente, vive confinato su un’isola insieme alla figlia Miranda. Tradito dal fratello Antonio e abbandonato al mare, ha fatto della sua solitudine uno spazio di dominio: governa gli spiriti come Ariel e tiene in catene Calibano, antico padrone di quell’isola.

Quando una tempesta da lui stesso evocata fa naufragare i suoi nemici sulle rive del suo esilio, Prospero mette in atto il suo disegno di vendetta. Intorno a lui si muovono amori che nascono — come quello tra Miranda e Ferdinando — e complotti che si intrecciano, lotte per il potere e desideri di libertà.

Ariel sogna di essere liberato, Calibano rivendica la propria terra e la propria dignità. Tutti cercano una via d’uscita dalla propria prigionia. Ma questa Tempesta non è solo la storia di un’isola lontana. Le tensioni tra i personaggi si riflettono nelle dinamiche della compagnia che li interpreta.

Realtà e finzione si sovrappongono: gli attori entrano ed escono dai ruoli, e il confine tra vita e teatro si fa sottile. La tempesta diventa così un movimento interiore, un attraversamento. Nel cuore della vendetta si apre la possibilità del perdono. E l’isola, da luogo di esclusione, si trasforma in spazio di rinascita, dove il teatro diventa salvezza e atto di libertà.

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