Un groviglio di corpi invade lo spazio scenico e si trasforma continuamente. I movimenti, inizialmente incerti e primordiali, acquistano poco a poco ritmo e coordinazione, mentre prende forma una domanda: si tratta di un unico essere o di due individui distinti?
In scena, le due artiste sono unite da un legame fisico tanto semplice quanto insolito: i loro capelli sono intrecciati in un’unica treccia. Questo vincolo impone limiti, ma apre anche possibilità inattese. Tra azioni, incontri e resistenze, i corpi si cercano, si allontanano, si oppongono e tornano a confrontarsi, inseguendo un equilibrio tra autonomia e dipendenza.
Doppie Punte attraversa la complessità delle relazioni umane attraverso una continua negoziazione tra vicinanza e separazione, seguendo il percorso di due figure costrette a restare unite mentre cercano una propria identità.
Ispirato con grande libertà all’ultimo capitolo dell’Ulisse di James Joyce, Ape Regina segue Molly Bloom nel corso di una sola giornata, il 16 giugno. È il giorno che Molly decide di dedicare a sé stessa: per fare il punto della situazione, terminare ciò che ha rimandato, oppure mandare tutto all’aria.
Moderna Penelope e ex cantante-attrice che continua a desiderare il proprio pubblico, Molly attraversa una corrente ininterrotta di pensieri, ricordi, desideri e immagini. La sua giornata scorre in una stanza carica di aspettative, dove il tempo si dissolve e le coordinate si spostano liberamente dagli anni Cinquanta al presente, dall’immaginario hollywoodiano a un oggi indefinito.
Nella figura di Molly affiorano le tracce di grandi protagoniste del cinema del Novecento. Il corpo diventa il luogo in cui si depositano entusiasmi, paure, desideri e scoperte. Parlando di sé, Molly prova a riconoscersi, a capire di cosa è fatta, fino a trasformarsi in un libro aperto sul mondo.
Nel corso della giornata emergono anche i momenti di silenzio e solitudine, in cui fare i conti con ciò che manca. Tra presenza e assenza, memoria e futuro, Molly cerca una forma di dialogo con i vivi, con i morti e con sé stessa.
Due storie, due lumache. Luca, detto ‘la lumaca’, è un ragazzino lento, in tutto. Non arriva mai primo, in niente. Ma vive in un mondo che non accetta la sua lentezza. Tutti lo vorrebbero più veloce e nel frattempo lo deridono e lo isolano. Sofia invece è una lumaca vera. Nel suo mondo la lentezza è la norma. Ma le altre lumache la allontanano perché lei ha una mente che viaggia veloce e vuole capire il senso della lentezza, per poterla accettare. Due storie parallele in cui, dopo avventure e incontri speciali, i due protagonisti scopriranno il valore della lentezza e l’importanza di essere sé stessi. Uno spettacolo in cui Marco Continanza ci porta nel racconto grazie alle sue riconosciute capacità narrative, interpretando molti personaggi, sia umani che animali, creando un gran numero di immagini con il solo ausilio del suo corpo e della sua voce.
Lo spettacolo Lumache ha debuttato al Festival Segnali 2024, di teatro ragazzi.
Ha avuto una Menzione speciale agli Eolo Awards 2025 come spettacolo dedicato all’infanzia
La scena è popolata da cornici. Le cornici però non contengono quadri.
Dolcemiele: un nome che racconta tutto.
Dolcemiele è una maestra e come tutte le maestre – quelle buone – cerca di comprendere e andare incontro ai suoi alunni. Una maestra così è la maestra che ogni bambino vorrebbe ma, come spesso succede, chi aiuta gli altri spesso non aiuta se stesso. Chissà se una bambina un po’ particolare, riuscirà a comprendere lei?
Il racconto che prende vita parte dalla suggestione legata al romanzo Matilde di Roald Dahl. È la storia di Dolcemiele, Matilde e altri personaggi che, con lʼavanzare della vicenda, svelano la storia della bambina, della maestra e delle loro famiglie che si sciolgono per dar vita ad una nuova famiglia, meno convenzionale, nella quale regnano sostegno e amore. È una storia che racconta l’importanza dell’ascolto e della comprensione e soprattutto, racconta che non sempre tutto è come appare.
Con una grande nave bianca al centro della scena, Extraordinary Voyage prende la forma di un viaggio intorno al mondo costruito attraverso una successione di numeri di marionette, musica e danza. A guidare il percorso è il Capitano della nave, che accompagna il pubblico da un Paese all’altro incontrando atmosfere, tradizioni e stili diversi: dai danzatori di flamenco alle suggestioni della danza del ventre, dalla step dance a personaggi e figure provenienti da culture differenti.
Senza parole e accessibile a un pubblico internazionale, lo spettacolo affida il racconto al movimento, al ritmo, alla musica e al lavoro delle marionette. Pensato per essere condiviso da adulti e bambini, alterna momenti di sorpresa, umorismo e invenzioni visive in un continuo susseguirsi di scene.
Extraordinary Voyage ha viaggiato in 38 Paesi e partecipato a oltre 140 festival internazionali di teatro, ottenendo numerosi riconoscimenti, tra cui premi per le marionette, gli interpreti e lo spettacolo visivo.
Durata: 45 minuti