ProgettiOnlive#TITOLODADEFINIRE

#TITOLODADEFINIRE

Un viaggio coreografico in questo tempo sospeso, tra i tanti interrogativi che la contemporaneità pone.

Danza2020/215 episodi

Regia: Paolo Severini (per onLive) Compagnia: Zerogrammi

In #TITOLODADEFINIRE un team di 5 danzatori, coordinati da un coreografo e un drammaturgo, si rende interprete del proprio momento storico, raccogliendone pensieri e suggestioni e dando a essi corpo e riflessione. Tra il pieno e vuoto di cinque brevi racconti danzati vuole vivere uno spazio di dialogo, una zona franca che può raccogliere le nostre aspirazioni e i nostri segreti, le memorie e i desideri. Il progetto si apre con una campagna online: una lista di domande aperte indirizzate agli utenti attraverso periodici post sui social network. Le risposte, restituite in privato o in forma di commento pubblico nella modalità che meglio esprime la sensibilità di ciascun partecipante (brevi testi, parole, immagini, video, disegni, brani musicali), diventano il diario aperto a cui i cinque danzatori attingono per comporre i rispettivi micro-racconti danzati. #TITOLODADEFINIRE, un viaggio coreografico in questo tempo sospeso, tra i tanti interrogativi che la contemporaneità pone.

Rivedi l’intera serie sul canale Vimeo di Piemonte dal Vivo:
clicca qui

un progetto di Zerogrammi
creato con e interpretato da Amina Amici, Gabriel Beddoes, Miriam Cinieri, Damien Camunez, Simone Zambelli
concept e supervisione coreografica Stefano Mazzotta
testi e voce Silvia Battaglio (una riscrittura dai materiali raccolti durante la campagna social #titolodadefinire)
prologo e ricerca per immagini a cura di Giuseppe e Sara Saccotelli
segreteria di produzione Maria Elisa Carzedda
in collaborazione con Fondazione Piemonte dal Vivo e Lavanderia a Vapore
con il sostegno di Regione Piemonte, MIBAC
un ringraziamento a Bambini e maestre della classe 2D della Primaria Rayneri – IC “Manzoni” (Torino) e tutti i partecipanti alla campagna social #titolodadefinire per le loro preziose risposte

Episodio 1
Episodio 1 - con Amina Amici

«Sono Amina, danzatrice e autrice. Mi sono addentrata con il corpo e la danza nelle risposte alla prima domanda di #titolodadefinire: “Come mi sento?”. Rammento in particolare alcune risposte: foglie al vento, in cerca del mio posto, in viaggio, vulnerabile. E poi ancora le risposte di alcuni tra i più piccoli d’età, dal loro modo di pensare più innocente e magico: oggi mi sento colorata, mi sento nel mare e dentro a tutti gli animali. Dopo aver ascoltato, ho danzato queste parole, cercando con il corpo di andare nel cuore delle risposte» (Amina Amici).

 

«Sono Amina, danzatrice e autrice. Mi sono addentrata con il corpo e la danza nelle risposte alla prima domanda di #titolodadefinire: “Come mi sento?”. Rammento in particolare alcune risposte: foglie al vento, in cerca del mio posto, in viaggio, vulnerabile. E poi ancora le risposte di alcuni tra i più piccoli d’età, dal loro modo di pensare più innocente e magico: oggi mi sento colorata, mi sento nel mare e dentro a tutti gli animali. Dopo aver ascoltato, ho danzato queste parole, cercando con il corpo di andare nel cuore delle risposte» (Amina Amici).

 

Episodio 2
Episodio 2 - con Gabriel Bedoes

«Sono Gabriel, danzatore della Compagnia Zerogrammi, e in questo progetto ho rielaborato in danza una bellissima domanda, che è stata rivolta al pubblico nelle scorse settimane nell’ambito del progetto #titolodadefinire: “Per cosa resisto?”. Ne sono stato davvero felice, perché mi ha dato la possibilità di esprimermi con grande spontaneità, dato che è una domanda che mi sono rivolto spesso negli anni. È inoltre una domanda che presagisce una cosa per me fondamentale: il potere di determinazione. Non sapremo mai con esattezza cosa ci riserverà il futuro, ma affrontare gli eventi e provare a modellare ciò che ci succede è una forma di espressione, oltre ad essere una delle peculiarità dell’essere umano. Ho bisogno di sentire intorno a me una chiara volontà di determinazione, per difendermi dall’oblio, e con le risposte che abbiamo ricevuto mi sono sentito in bella compagnia». (Gabriel Beddoes)

«Sono Gabriel, danzatore della Compagnia Zerogrammi, e in questo progetto ho rielaborato in danza una bellissima domanda, che è stata rivolta al pubblico nelle scorse settimane nell’ambito del progetto #titolodadefinire: “Per cosa resisto?”. Ne sono stato davvero felice, perché mi ha dato la possibilità di esprimermi con grande spontaneità, dato che è una domanda che mi sono rivolto spesso negli anni. È inoltre una domanda che presagisce una cosa per me fondamentale: il potere di determinazione. Non sapremo mai con esattezza cosa ci riserverà il futuro, ma affrontare gli eventi e provare a modellare ciò che ci succede è una forma di espressione, oltre ad essere una delle peculiarità dell’essere umano. Ho bisogno di sentire intorno a me una chiara volontà di determinazione, per difendermi dall’oblio, e con le risposte che abbiamo ricevuto mi sono sentito in bella compagnia». (Gabriel Beddoes)

Episodio 3
Episodio 3 - con Miriam Cinieri

«Mi chiamo Miriam. Per questo progetto mi sono cimentata con la domanda “A cosa mi arrendo?”. Le risposte ricevute mi hanno dato la possibilità di relazionarmi con sensazioni ed emozioni che sento molto vicine. Si sono trasformate in pensiero, il pensiero in gesto e il gesto in qualità. Le forme che sono affiorate e che hanno accompagnato la creazione della mia danza sono resa, abbandono e liberazione vissute e conciliate in un discorso che noi chiamiamo coreografia. Arrendersi per me significa prendersi il giusto tempo per focalizzare lo sguardo su cosa mi circonda e accettarlo non badando sempre alle conseguenze». (Miriam Cinieri)

«Mi chiamo Miriam. Per questo progetto mi sono cimentata con la domanda “A cosa mi arrendo?”. Le risposte ricevute mi hanno dato la possibilità di relazionarmi con sensazioni ed emozioni che sento molto vicine. Si sono trasformate in pensiero, il pensiero in gesto e il gesto in qualità. Le forme che sono affiorate e che hanno accompagnato la creazione della mia danza sono resa, abbandono e liberazione vissute e conciliate in un discorso che noi chiamiamo coreografia. Arrendersi per me significa prendersi il giusto tempo per focalizzare lo sguardo su cosa mi circonda e accettarlo non badando sempre alle conseguenze». (Miriam Cinieri)

Episodio 4
Episodio 4 - con Damien Camunez

«Il mio nome è Damien e sono un acrobata circense. Ho partecipato al progetto #titoladadefinire rispondendo con la mia danza alla domanda “Cosa lascio e cosa tengo?”. Leggendo le risposte che il pubblico ha lasciato durante la campagna sui social, mi sono imaginato la lista infinita delle cose che ci circondano. Prima di “lasciare” qualcosa, ho immaginato di identificarla, trovarla. In quale tasca? In quale parte nascosta del corpo? Come riuscire a lasciare cose che fanno parte di noi e che forse non accettano di essere abbandonate? E, al contrario, come raggiungere quello che ci sfugge, che si lascia scivolare tra le dita?». (Damien Camunez)

«Il mio nome è Damien e sono un acrobata circense. Ho partecipato al progetto #titoladadefinire rispondendo con la mia danza alla domanda “Cosa lascio e cosa tengo?”. Leggendo le risposte che il pubblico ha lasciato durante la campagna sui social, mi sono imaginato la lista infinita delle cose che ci circondano. Prima di “lasciare” qualcosa, ho immaginato di identificarla, trovarla. In quale tasca? In quale parte nascosta del corpo? Come riuscire a lasciare cose che fanno parte di noi e che forse non accettano di essere abbandonate? E, al contrario, come raggiungere quello che ci sfugge, che si lascia scivolare tra le dita?». (Damien Camunez)

Episodio 5
Episodio 5 - con Simone Zambelli

Sono Simone, ho partecipato al progetto #titolodadefinire avventurandomi nella quinta ed ultima domanda: “Qual è il titolo della mia storia?”. Partendo dalle risposte pervenute dai social ho sin da subito compreso quanta ironia fosse insita nella domanda stessa. Ho chiuso gli occhi e immaginato i mondi creati dai disegni dei bambini che hanno così risposto alle nostre domande. Mi sono lasciato trasportare da immagini fiabesche e figure antropomorfe che si insinuavano (senza chiedere il permesso) nel mio corpo. Una breve ma intensa corsa nel mondo dei sogni, dove non capivo più se dormissi con gli occhi aperti o se ero sveglio con gli occhi chiusi. “Io sogno tanto” mi dice un bambino nel suo disegno, ed io non posso che trasportare in danza il suo desiderio di sognare». (Simone Zambelli)

Sono Simone, ho partecipato al progetto #titolodadefinire avventurandomi nella quinta ed ultima domanda: “Qual è il titolo della mia storia?”. Partendo dalle risposte pervenute dai social ho sin da subito compreso quanta ironia fosse insita nella domanda stessa. Ho chiuso gli occhi e immaginato i mondi creati dai disegni dei bambini che hanno così risposto alle nostre domande. Mi sono lasciato trasportare da immagini fiabesche e figure antropomorfe che si insinuavano (senza chiedere il permesso) nel mio corpo. Una breve ma intensa corsa nel mondo dei sogni, dove non capivo più se dormissi con gli occhi aperti o se ero sveglio con gli occhi chiusi. “Io sogno tanto” mi dice un bambino nel suo disegno, ed io non posso che trasportare in danza il suo desiderio di sognare». (Simone Zambelli)

Intervista
Miriam Cinieri
Intervista
Gabriel Beddoes
Intervista
Amina Amici
Intervista
Stefano Mazzotta

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