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#PDVenti

2003-2023: 20 anni in Circuito.

Un articolato progetto di valorizzazione e ricerca accompagna la Fondazione lungo l’intero corso del 2023, culminando in un convegno di studi - in programma a Torino per il 3 e il 4 ottobre - sui temi del decentramento teatrale, della circuitazione artistica e del riequilibrio territoriale in Piemonte, nel “tempo lungo” che si snoda fino all’era post-pandemica.

Un progetto per il ventennale

«L’anno duemilatre (2003), addì 19 (diciannove) del mese di febbraio in Torino […] per volontà del Teatro Stabile di Torino viene costituita […] la Fondazione denominata “Fondazione Circuito Teatrale del Piemonte”». Così si legge nell’atto costitutivo dell’ente, o meglio del nucleo originario di quanto, nel tempo, sarebbe diventato Piemonte dal Vivo (leggi qui l’intero testo). Socio Unico ne è oggi la Regione Piemonte, che supporta tutte le sue molteplici attività e progettualità con il sostegno del Ministero della Cultura 

Nel corso di questi primi 20 anni di vita, il Circuito – pur aggiornando la propria fisionomia in risposta ai cambiamenti del tempo presente – ha mantenuto saldo il suo mandato: operare sul territorio piemontese in qualità di protagonista per la diffusione della cultura teatrale, declinata nelle differenti dimensioni artistiche che abitano il palcoscenico, dalla prosa alla danza, dalla musica al circo contemporaneo, con attenzione anche alle modalità di fruizione e composizione delle arti performative dischiuse dalle risorse digitali e dalle nuove tecnologie.  

Nato per gemmazione dallo Stabile torinese allo scopo di ampliare su scala regionale il progetto di decentramento già attivo da decenni nel contesto urbano (basti pensare alle azioni di Scabia o ai memorabili Ultimi giorni dell’umanità ronconiani nel quartiere Lingotto), Piemonte dal Vivo, dal 2003, grazie alla sinergia tra operatori, professionisti, compagnie ed enti locali, programma nei teatri della regione una variegata offerta di spettacolo dal vivo, realizzata dalle più qualificate compagnie nostrane e forestiere, contribuendo così alla formazione e all’incremento del pubblico, alla valorizzazione delle sedi di spettacolo disseminate sul territorio e alla circuitazione di una proposta culturale capillare, vicina alle singole comunità.  

Una storia antica, dunque, quella del decentramento in Piemonte, che affonda le proprie radici almeno negli anni Sessanta, negli esperimenti di alcuni notissimi pionieri. Ma dopo il riassorbimento del fenomeno, complice anche il mutare del contesto italiano, tra flussi e (privati) ri-flussi, che cosa è accaduto? In che modo il concetto di decentramento, di allontanamento radiale da un centro fisico, si è risemantizzato, rimodulato, ridefinito nelle politiche e nelle prassi teatrali, in particolare della regione piemontese? Come questa nozione può interagire storicamente con la pratica della circuitazione, di movimento (e mobilitazione) circolare, concentrica, delle performing arts? 

Su questi e molti altri interrogativi si cercherà di riflettere insieme. Il ventennale dall’istituzione del Circuito del Piemonte diventa così occasione propizia per una festosa “chiamata alle armi” dell’intero comparto teatrale regionale (e non solo): stakeholder e operatori, artisti e critici, studenti e ricercatori.

Quattro le direttrici ideali del percorso: in primis, le STORIE, la volontà cioè di sondare a ritroso la vicenda contemporanea, distillando una mappa di “buone pratiche” in materia di organizzazione teatrale, elaborando possibili scenari utili per affrontare un contesto in continua evoluzione. Seguono – ça va sans dire – le GEOGRAFIE, la messa in evidenza del coefficiente di disseminazione e capillarità delle relazioni sul territorio. A queste si legano a filo doppio le POLITICHE: una vasta riflessione sulle regole e strutture dello spettacolo dal vivo e sulla loro capacità di comunicare con il tempo presente, in un’ottica di sostenibilità (intervengono qui i concetti di povertà educative, rivoluzione digitale, rigenerazione urbana, presidio delle aree interne). Last but not least, le PRATICHE, il sostegno dei talenti e delle nuove professionalità del settore, necessarie a operare in un’ottica di riequilibrio territoriale. 

Il convegno di studi

La scena (in) centrifuga

Dal decentramento al riequilibrio territoriale: storie, geografie, pratiche e politiche culturali in Piemonte 

3 ottobre ore 9:30-18 @ Circolo dei lettori (Via G. Bogino, 9 – Torino)
4 ottobre ore 9:30-13:30 @ Polo del ‘900 (Via del Carmine, 14 – Torino)

un’iniziativa di Piemonte dal Vivo
con il patrocinio dell’Università degli Studi di Torino
comitato scientifico Livia Cavaglieri, Donatella Orecchia, Armando Petrini
curatela Matteo Tamborrino


scopri il PROGRAMMA


Il 3 e 4 ottobre, a Torino, Piemonte dal Vivo sceglie di celebrare il proprio ventennale coinvolgendo l’intero comparto teatrale in una due-giorni di riflessione condivisa sui temi del decentramento teatrale, della circuitazione artistica e del riequilibrio territoriale in Piemonte (e non solo), fra casi studio e tavole rotonde, testimonianze e performance, nel “tempo lungo” che dalla fine degli anni Sessanta si snoda fino all’era post-pandemica. Il convegno di studi La scena (in) centrifuga, realizzato con il patrocinio dell’Università degli Studi di Torino, chiama a raccolta artisti, operatori, studiosi, critici e spettatori per confrontarsi su alcuni interrogativi e nodi focali, seguendo il flusso radiale che dal centro ha storicamente condotto alle periferie metropolitane, regionali e sociali. Edoardo Fadini, Giuliano Scabia, Luca Ronconi, Asti, Vignale, gli archivi teatrali, le nuove generazioni, la realtà digitale: sono soltanto alcuni dei nomi, dei temi e dei luoghi messi a fuoco all’interno del dibattito collettivo che animerà le sale del Circolo dei Lettori prima e del Polo del ‘900 poi, tra storie, geografie, pratiche artistiche e politiche culturali. Chiude il simposio pubblico una doppia proposta performativa: nel pomeriggio del 4 ottobre, all’OFF TOPIC di Torino, il primo segmento della vetrina musicale Glocal Sound, nella cornice di _resetfestival; alle 20:45, invece, il debutto presso la Lavanderia a Vapore di Collegno di Insel, creazione del duo Panzetti/Ticconi per il cartellone di Torinodanza festival. 

1

La valorizzazione delle sedi di spettacolo aderenti al Circuito

Una vasta operazione realizzata tramite il lancio della sezione In Piemonte sul sito della Fondazione, visite guidate con il FAI – Fondo per l’Ambiente Italiano, podcast dedicati ed esperienze immersive site-specific (come Square Collegno, realizzata da Lorenzo Bianchi Hoesch per la Lavanderia a Vapore).

2

Fonti orali per ORMETE – Oralità Memoria Teatro

Una serie di testimonianze sulla storia teatrale piemontese e sui rapporti fra centro e periferie – dal titolo La scena “centrifuga”, da Torino e ritorno – viene accolta da ORMETE. Per info generali sul progetto di ricerca, curato da Donatella Orecchia (Università di Roma “Tor Vergata”) e Livia Cavaglieri (Università di Genova), clicca qui.

3

Il Fondo Dal Verme-Ragionieri

In occasione del proprio ventennale, la Fondazione dà inoltre avvio all’ordinamento sistematico dei materiali appartenuti a Dino Dal Verme e ceduti in dono a Pietro Ragionieri. Il fondo documentale è attualmente in fase di catalogazione e sarà presto consultabile da parte del pubblico. Scopri di più.

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