A CUP OF TEA WITH SHAKESPEARE

Chi era William Shakespeare? È veramente esistito? Oppure si tratta di uno pseudonimo dietro al quale si nascondeva Marlowe? La regina Elisabetta? Il siciliano Guglielmo Crollalanza? Shakespeare in persona racconta con ironia di sé stesso, della sua vita e, soprattutto, delle sue opere; partendo dalla spiegazione del verso che così tanto ha utilizzato, il pentametro giambico, spaziando dalla sua rivalità con Marlowe al rapporto con la regina Elisabetta, Shakespeare si mostra attento e appassionato conoscitore della natura umana. Sorseggiando una tazza di tè, Shakespeare diventa Romeo, Lady Macbeth, Riccardo III e, come se stesse scrivendo ora per la prima volta, questi personaggi, ce li presenta, ci fa apprezzare le loro debolezze e amare il loro modo di pensare e di agire.

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LA TEMPESTA

Una compagnia teatrale ha poco tempo per mettere in scena La Tempesta. Gli attori sono già lì, sospesi tra sé stessi e i personaggi che stanno per incarnare. Le prove iniziano, e l’isola di Shakespeare prende forma davanti agli occhi del pubblico: un luogo di esilio e di incanto, di potere e di ribellione. Prospero, duca spodestato e mago potente, vive confinato su un’isola insieme alla figlia Miranda. Tradito dal fratello Antonio e abbandonato al mare, ha fatto della sua solitudine uno spazio di dominio: governa gli spiriti come Ariel e tiene in catene Calibano, antico padrone di quell’isola. Quando una tempesta da lui stesso evocata fa naufragare i suoi nemici sulle rive del suo esilio, Prospero mette in atto il suo disegno di vendetta. Intorno a lui si muovono amori che nascono — come quello tra Miranda e Ferdinando — e complotti che si intrecciano, lotte per il potere e desideri di libertà. Ariel sogna di essere liberato, Calibano rivendica la propria terra e la propria dignità. Tutti cercano una via d’uscita dalla propria prigionia. Ma questa Tempesta non è solo la storia di un’isola lontana. Le tensioni tra i personaggi si riflettono nelle dinamiche della compagnia che li interpreta. Realtà e finzione si sovrappongono: gli attori entrano ed escono dai ruoli, e il confine tra vita e teatro si fa sottile. La tempesta diventa così un movimento interiore, un attraversamento. Nel cuore della vendetta si apre la possibilità del perdono. E l’isola, da luogo di esclusione, si trasforma in spazio di rinascita, dove il teatro diventa salvezza e atto di libertà.

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TUTTO CAMBIA!

Il bruco e la farfalla e altri racconti

Spettacolo per la scuola dell’infanzia e prima classe della scuola primaria Traendo ispirazione sia da racconti classici sia da opere moderne e scientifiche, lo spettacolo intreccia mito e realtà conducendo i giovani spettatori nello stupefacente mondo della metamorfosi. Grazie a un linguaggio semplice e poetico, seguiamo le vicende di un piccolo essere attraverso i suoi continui mutamenti che si rivelano ora naturali, ora fantastici. Così come il seme si trasforma in albero e il bruco in farfalla, una giovane ragazza può mutarsi, grazie all’immaginazione, in un’intera foresta.

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LA DOLCE GUERRA

scuole Torino, Belle Époque. Olmo, giovane pioniere del cinema ispirato a Giovanni Pastrone, sogna di realizzare il suo film. Ada, maestra elementare, insegna ai bambini i valori patriottici imposti dal Ministero, mentre intorno a lei crescono le prime istanze di emancipazione femminile. Sono anni di entusiasmo, fiducia nel futuro e grandi possibilità. Ma il cinema, appena nato, diventa rapidamente anche uno straordinario strumento di propaganda: in pochi anni centinaia di film contribuiscono a costruire un’immagine eroica della guerra e del nemico, preparando l’opinione pubblica al conflitto. Olmo e Ada saranno costretti a partire per il fronte e scopriranno sulla propria pelle il prezzo di quell’entusiasmo. La dolce guerra mette in dialogo l’Italia che precede la Prima guerra mondiale con il presente, tracciando un parallelo tra il potere persuasivo del cinema di allora e quello dei social network di oggi. Fake news, nemici costruiti e narrazioni capaci di trasformare la realtà non sono fenomeni nuovi: cambiano gli strumenti, ma non i meccanismi. Durante lo spettacolo, gli stessi interpreti realizzano un film dal vivo, mostrando quanto sia facile costruire una narrazione credibile e quanto sia sottile il confine tra realtà e rappresentazione.

calendar icon05 febbraio 2027
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