A DANCE TRIBUTE TO THE ART OF FOOTBALL

Danza e calcio, piroette e goal, cosa hanno in comune?

La prima è stata a lungo un privilegio delle classi sociali più abbienti, mentre il secondo è lo sport della “working class” ma, in fondo, cos’è una partita di calcio se non uno spettacolo in cui giocatori e pubblico vivono novanta minuti di collettiva esaltazione?

Il coreografo norvegese Jo Strømgren con A dance tribute to the art of football rende omaggio e indaga una pratica sportiva che non ha eguali, portando in scena agonismo, frustrazione, rabbia e gioia. In scena ininterrottamente dal 2009, contraddistinta da una comicità fisica e spesso velata di significati politici, questa rappresentazione utilizza un linguaggio inventato e voci fuori campo che la rende fruibile a un pubblico internazionale.

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AMAZZONI

per la rassegna WE SPEAK DANCE Amazzoni porta in scena «corpi che si allenano alla libertà», nelle parole dell’artista Silvia Gribaudi, attraverso una pratica che si configura come un allenamento a stare insieme senza annullare le singolarità. Lo spettacolo rilegge il mito greco in chiave contemporanea, trasformando le Amazzoni da guerriere armate ad archetipo di donne che abitano lo spazio, il proprio corpo, la forza dei gesti senza temerne la complessità. Le sonorità vocali femminili, rielaborate elettronicamente, costruiscono un paesaggio sonoro polifonico e rituale; su questo battito pulsante, la danza scopre la parte più oscura e vulnerabile dell’essere umano, spaventosa ma capace di sovvertire tutto ciò che tenta di dominarla. AMAZZONI di Silvia Gribaudi, creato in dialogo con le danzatrici Marta Olivieri, Martina La Ragione, Sara Sguotti, Susannah Iheme e Vittoria Caneva, abita la scena come uno spazio da attraversare. Non occupa: espande. Non impone: insiste. È un gesto che si prende il diritto di esistere. “Corpi che si allenano alla libertà. Corpi che trasformano la resistenza in ritmo, la fatica in celebrazione. In scena, le performer si mettono in gioco come singolarità e come branco. La loro battaglia è una pratica, un allenamento costante a stare nel mondo con il proprio corpo intero. Unite e complici, combattono senza nemico. La loro rivoluzione non costruisce confini, ma apre frontiere. Insieme prendono il potere e lo trasformano in atto coreografico: lo attraversano, lo smontano, lo parodiano, lo ribaltano. La danza, qui, è un allenarsi a stare. A riprendersi il proprio spazio." Silvia Gribaudi

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