ADIÓS NONINO

Un omaggio a Piazzolla e al Tango

Cento anni fa (marzo 2021) nasceva Astor Pantaléon Piazzolla. Questo spettacolo è un omaggio a un compositore straordinario e un inno al tango che, in questo grande momento di crisi, rinascerà come è successo in altri periodi nella storia, dichiarando il suo grande attaccamento alla vita.

Potrebbero interessarti

Corto Circuito

NASCONDEVO GHIACCIO SOTTO LE MIE ARDENTI CAREZZE

Nel 1889, un giovane omosessuale italiano di 23 anni scrive anonimamente a Émile Zola tre lunghe lettere in cui racconta le proprie esperienze, i dolori, gli amori e la propria formazione emotiva e sessuale. È una vera e propria confessione, scritta con verità e senza censure nel giro di poche settimane. L'obiettivo di quelle lettere è spingere Zola a trasformare quella confessione in un romanzo e a rappresentare per la prima volta un personaggio omosessuale nella letteratura. Una richiesta potente, potenzialmente rivoluzionaria. Ma quel racconto, così ricco di diritto alla differenza e di lucidità psicologica, non viene pubblicato da Zola. Le lettere, però, non restano in un cassetto. Dopo alcuni anni Zola le passa a un medico, il dottor Saint-Paul, che le edita quasi integralmente all'interno di una pubblicazione scientifica sulle cosiddette perversioni sessuali, con il titolo “Romanzo di un invertito nato”. Quell'affermazione di sé, quel grido acuto di dolore e libertà, cade ancora nelle mani sbagliate e diventa uno strumento per screditare, discriminare e disprezzare. Nascondevo ghiaccio sotto le mie ardenti carezze nasce dalla rilettura di questa vicenda da parte di Michele Di Giacomo e Angelo Di Genio, che ridanno vita alle parole dell'Anonimo e si interrogano sull'importanza della rappresentazione nell'arte come mezzo di lotta alla discriminazione.

calendar icon23 marzo 2027
map iconTorino - OFF Topic
clock icon19:30
Corto Circuito

L’INQUILINO

calendar icon19 marzo 2027
map iconVercelli - Teatro degli Anacoleti
clock icon21:00
Corto Circuito

L’ANGELO E MONTEVERDE

Dialogo tra l’artista e la sua scultura sul finire della vita

Tutto accade in un istante: il passaggio dalla vita alla non vita. Un momento che si dilata in un tempo sospeso, dove ogni cosa sembra fermarsi. In quello spazio, Giulio Monteverde ripercorre i passaggi più significativi della propria esistenza.

Accanto a lui c’è il suo Angelo, che prende forma come riflesso della sua coscienza e del suo impulso creativo. Il dialogo tra l’artista e la sua scultura attraversa ricordi, pensieri e consapevolezze legati alla fine della vita. Poi il silenzio riporta ogni cosa alla realtà: il pensiero si cristallizza e torna pietra.

calendar icon07 novembre 2026
map iconBistagno - Teatro S.O.M.S.
clock icon21:00

Rimani aggiornato sulle novità!

Rimani aggiornato sulle novità!