ALE TUBO E LA BANDA DEL BECCA in concerto

Dj, compositore, dandy e flaneur torinese. Ale Tubo è anche l’ideatore dei format Let’s Dance ‘80, My Generation e Party Male, con collaborazioni in Sei un Mito e We Love 2000 conosciuti su scala locale e nazionale. Nelle sue composizioni emergono le sonorità eighties e tutto l’universo musicale electropop italiano da Battiato ai Matia Bazar fino a Giuni Russo. Il mondo di Ale Tubo è allegorico, un rimando nostalgico ad un passato che affiora in mezzo a quartine ritmate che non raccontano ciò che c’è scritto. Ma forse Ale Tubo non è poi altro che un tuffo nella riviera ligure del 1985. Il progetto con La Banda del Becca nasce nel 2019 con una prima partecipazione live al Flowers Festival con la partecipazione speciale di Paolo Parpaglione al sax. Al suo attivo ci sono 3 singoli pubblicati su tutte le piattaforme digitali: “Olidei”, “Uscite Serali” e “Vaghe Spiagge”.

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LADY MACBETH

God save the Queen

Il monologo è una riscrittura dell'opera shakespeariana che, pur giocando con il personaggio e con uno stile grottesco, mantiene intatta la potenza della tragedia. Il punto di vista è unicamente quello della Lady, crudele e annoiata, che guarda il mondo con sofferente distacco. La forza del monologo è il dialogo tra classico e contemporaneo, tra l'adesione al testo e il suo tradimento, sorprendendoci con inserimenti pop e immagini poetiche. Lady Macbeth mette in discussione la nostra moralità e ci rivela, immergendosi sempre più al suo interno, l'estrema ferocia del potere. È un invito alla disobbedienza raccontando esattamente il suo opposto: la regina ci guarda e continua a pungolare la nostra pazienza.

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NASCONDEVO GHIACCIO SOTTO LE MIE ARDENTI CAREZZE

Nel 1889, un giovane omosessuale italiano di 23 anni scrive anonimamente a Émile Zola tre lunghe lettere in cui racconta le proprie esperienze, i dolori, gli amori e la propria formazione emotiva e sessuale. È una vera e propria confessione, scritta con verità e senza censure nel giro di poche settimane. L'obiettivo di quelle lettere è spingere Zola a trasformare quella confessione in un romanzo e a rappresentare per la prima volta un personaggio omosessuale nella letteratura. Una richiesta potente, potenzialmente rivoluzionaria. Ma quel racconto, così ricco di diritto alla differenza e di lucidità psicologica, non viene pubblicato da Zola. Le lettere, però, non restano in un cassetto. Dopo alcuni anni Zola le passa a un medico, il dottor Saint-Paul, che le edita quasi integralmente all'interno di una pubblicazione scientifica sulle cosiddette perversioni sessuali, con il titolo “Romanzo di un invertito nato”. Quell'affermazione di sé, quel grido acuto di dolore e libertà, cade ancora nelle mani sbagliate e diventa uno strumento per screditare, discriminare e disprezzare. Nascondevo ghiaccio sotto le mie ardenti carezze nasce dalla rilettura di questa vicenda da parte di Michele Di Giacomo e Angelo Di Genio, che ridanno vita alle parole dell'Anonimo e si interrogano sull'importanza della rappresentazione nell'arte come mezzo di lotta alla discriminazione.

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HOTEL BORGES

In una cantina che è insieme rifugio, mondo parallelo e luogo della mente, vive Fortunello. Le sue giornate scorrono tra presenze, ricordi, immaginazione e incontri che sembrano affiorare da uno spazio in cui realtà e artificio convivono senza confini netti. Al centro dei suoi pensieri c'è un sogno preciso: diventare concierge in un grande albergo. Quell'albergo è Hotel Borges, un edificio-labirinto che riflette la complessità del mondo e la sua moltitudine. Fortunello lo immagina come il luogo in cui perdersi per comprendere qualcosa di essenziale: l'impossibilità di esercitare un controllo assoluto sulle persone e sulle cose. Nella sua testa custodisce una pietra d'oro che contiene l'intero cosmo, ma il giorno del suo diciottesimo compleanno, mentre si trova sulla soglia dell'età adulta, qualcuno vorrebbe portarlo fuori dalla cantina e privarlo di quel tesoro. Liberamente ispirato all'universo di Borges e attraversato dalle suggestioni di altri visionari come Cocteau, Petrolini, Sgorbani, Fellini e Arrabal, Hotel Borges procede per immagini, deviazioni e metamorfosi. Figure storiche e mitologiche, animali, vivi e morti condividono lo stesso spazio, mescolandosi in una dimensione dove i ricordi possono essere deformati dalla fantasia e il nonsenso convive con la fragilità umana. Attraverso il percorso di Fortunello emergono domande concrete: come trovare il proprio posto tra gli altri? Che cosa accade quando il mondo esterno sembra non essere fatto su misura per noi? In scena, Davide Giglio dà corpo a una drammaturgia fluida che segue il tentativo di un giovane uomo di attraversare il passaggio verso l'età adulta senza rinunciare alla propria visione del mondo.

calendar icon27 febbraio 2027
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