Alice ha perso la Meraviglia. Ormai è adulta, sola e schiava della routine: stende i panni, prende il the e legge un libro noioso in un loop infinito senza colore. Un giorno sua sorella (non quella che le leggeva i libri senza figure, ma l’altra, che non conosciamo) decide di prendersi cura di lei e di aiutarla a ritrovare il suo mondo delle meraviglie perduto. Per fare questo ha preparato un baule di costumi, oggetti, pupazzi: tutto il corredo per strappare Alice dalla sua apatia e farla giocare ad essere nuovamente Alice. Edith, così diversa da lei, è sempre stata il suo Bianconiglio, ma Alice lo scopre solo ora. Tutto è pronto per ripercorrere il viaggio e ritornare in quel mondo a testa in giù che per la seconda volta costringe la bambina ormai adulta a fare i conti con un altro passaggio, un altro cambiamento, un’altra crescita. Alice e Edith, dal loro giardino, porteranno bambini e adulti ad incontrare il Brucaliffo, Pinco Panco, lo Stregatto, la Regina di Cuori, il Cappellaio Matto e tutto il fantastico immaginario che Lewis Carroll ha saputo creare per noi, bambini che non vogliono crescere.
Spettacolo per le classi 4° e 5° della Scuola Primaria e Scuola Secondaria Inferiore Nel paese dove vivono Philéas e Cybelle non si parla quasi mai: qui le parole vanno comprate e mica tutti bambini possono permetterselo. Così Philéas, quando si innamora di Cybelle, non ha abbastanza soldi nel salvadanaio per dirglielo. Uno spettacolo di narrazione e danza, un racconto sull’importanza delle parole e delle storie da poter raccontare, dove gli occhi e le orecchie possono immaginare mondi nuovi, emozioni che non sono visibili se non attraverso il corpo e il movimento.
Una compagnia teatrale ha poco tempo per mettere in scena La Tempesta. Gli attori sono già lì, sospesi tra sé stessi e i personaggi che stanno per incarnare. Le prove iniziano, e l’isola di Shakespeare prende forma davanti agli occhi del pubblico: un luogo di esilio e di incanto, di potere e di ribellione. Prospero, duca spodestato e mago potente, vive confinato su un’isola insieme alla figlia Miranda. Tradito dal fratello Antonio e abbandonato al mare, ha fatto della sua solitudine uno spazio di dominio: governa gli spiriti come Ariel e tiene in catene Calibano, antico padrone di quell’isola. Quando una tempesta da lui stesso evocata fa naufragare i suoi nemici sulle rive del suo esilio, Prospero mette in atto il suo disegno di vendetta. Intorno a lui si muovono amori che nascono — come quello tra Miranda e Ferdinando — e complotti che si intrecciano, lotte per il potere e desideri di libertà. Ariel sogna di essere liberato, Calibano rivendica la propria terra e la propria dignità. Tutti cercano una via d’uscita dalla propria prigionia. Ma questa Tempesta non è solo la storia di un’isola lontana. Le tensioni tra i personaggi si riflettono nelle dinamiche della compagnia che li interpreta. Realtà e finzione si sovrappongono: gli attori entrano ed escono dai ruoli, e il confine tra vita e teatro si fa sottile. La tempesta diventa così un movimento interiore, un attraversamento. Nel cuore della vendetta si apre la possibilità del perdono. E l’isola, da luogo di esclusione, si trasforma in spazio di rinascita, dove il teatro diventa salvezza e atto di libertà.