Lo spettacolo, tratto da Chicchi la resistente di Anita Ginella, ripercorre la vicenda di Teresa Mattei, la più giovane madre costituente e partigiana conosciuta con il nome di battaglia Chicchi.
Un documentario live recitato in più lingue. Un viaggio personale e poetico attraverso i confini attraversati, confusi, interrotti. Al centro dello spettacolo c’è un dialogo tra madre e figlia.
Una ha i capelli scuri, è italiana ed è arrivata per la prima volta a Belfast negli anni ’90 dopo essersi innamorata di un ragazzo nord-irlandese conosciuto a Parigi.
L’altra, dalla pelle chiara e gli occhi verdi, è nata a Belfast da quell’amore ed è cresciuta poi in Francia.
Un road trip madre-figlia che intreccia storie personali, interviste e ricostruzione di eventi storici. Il punto di partenza sono le storie degli italiani emigrati in Irlanda del Nord tra le due guerre, con il sogno di proseguire fino a New York. Molti finirono per rimanere lì, aprendo fish and chips e gelaterie, e quando scoppiò la Seconda Guerra Mondiale, furono considerati nemici della patria a causa dell’alleanza tra l’Italia e la Germania, e classificati come «aliens».
Lo spettacolo, tratto da Chicchi la resistente di Anita Ginella, ripercorre la vicenda di Teresa Mattei, la più giovane madre costituente e partigiana conosciuta con il nome di battaglia Chicchi.
THE HUMAN WALL. Il gioco della de-costruzione, creazione del collettivo di house dance torinese F.I.L., è uno spettacolo di danza contemporanea che esplora i rapporti interpersonali attraverso un dinamico gioco di ruolo, condotto dall’insidioso veleno del giudizio. Un ingenuo e curioso puro, tre giudicanti e tre omologati sopravvivono e interagiscono nella società del confronto tossico, dove le comunità sono aggregazioni grigie e asettiche e l’individuo rischia di perdere la propria voce per adattarsi alla collettività. Attraverso il movimento e un continuo intreccio di corpi e relazioni, i personaggi si osservano, si misurano e si trasformano, costruendo un sistema di equilibri e disequilibri fragili, in costante mutamento. Sarà possibile la convivenza di personalità, movimenti e obiettivi diversi, se ancora ai giorni nostri l’esistenza di più punti di vista non è stata davvero digerita? Tra sguardi, confronti e trasformazioni, THE HUMAN WALL diventa lo specchio di una società in cui il giudizio può separare, ma anche aprire lo spazio a nuove forme di incontro.