I LOVE YOU, SCHUBERT! Un lavoro costruito sul dialogo tra danza e musica, ispirato alle composizioni di Franz Schubert. Il suono si trasforma in gesto, mentre il movimento segue e rielabora le traiettorie della partitura.
Nel 2014 Jan Lauwers incontrò il soldato israeliano e veterano di guerra Elik Niv che, in seguito a un grave incidente e dopo un lungo periodo di riabilitazione, era diventato danzatore professionista. I due ebbero lunghe conversazioni sulle operazioni militari cui il soldato prese parte e sulla sua successiva formazione come danzatore nella realtà dello spettacolo dal vivo in Germania. Fu proprio nel periodo in cui si svolsero queste conversazioni che esplosero le bombe all’aeroporto di Zaventem e alla stazione della metro di Maalbeek (a Bruxelles).
All the good è una performance di fantasia intrecciata però con elementi autobiografici. Da una parte c’è la vita di Elik; dall’altra, ci sono Lauwers con Grace Ellen Barkey e i loro figli nella loro casa, una vecchia panetteria e il luogo di lavoro nel malfamato distretto di Molenbeek.
All the good racconta anche la storia di una ragazza, Romy, convinta che il mondo sia buono. Durante un viaggio in Cina, la giovane incontra il soldato Elik mentre è intenta a vomitare in un vicolo dopo avere bevuto sangue di serpente. Questo incontro cambia la sua vita.
All the good tratta di perdita e di speranza. Una storia d’amore che avviene in un presente in cui l’Europa sta sacrificando i propri valori e molte persone stanno soccombendo all’odio e all’incomprensione. La storia di una famiglia di artisti con le loro occupazioni quotidiane e l’onnipresenza della morte che, senza pietà, s’impone tanto nell’isolamento della loro casa quanto nel mondo esterno.
Un veterano della guerra arabo-israeliana diventa danzatore, accolto, in una vecchia panetteria, da una famiglia del teatro internazionale. Insiemi sperimenteranno nuovi linguaggi della scena. Una storia d’amore di un presente in cui l’Europa sta sacrificando i propri valori e molte persone stanno soccombendo all’odio e all’incomprensione, nell’ onnipresenza della morte.
I LOVE YOU, SCHUBERT! Un lavoro costruito sul dialogo tra danza e musica, ispirato alle composizioni di Franz Schubert. Il suono si trasforma in gesto, mentre il movimento segue e rielabora le traiettorie della partitura.
di Jasmine Reza con Ugo Dighero, Mariangeles Torres, Alberto Giusta e Laura Mazzi Un aperitivo tra amici nell'elegante casa parigina dell'astrofisico Henri e di sua moglie Sonia, affermata avvocata, si trasforma progressivamente in un confronto fatto di rancori, rivalità e verità taciute. Mentre Henri scopre che un altro ricercatore sta per pubblicare un articolo sul tema della materia oscura a cui lui stesso sta lavorando, l'equilibrio della serata si incrina e le convenzioni sociali cedono il passo ai conflitti. In questo testo di Yasmina Reza, la stessa vicenda viene raccontata tre volte, ogni volta con lo sguardo di un personaggio diverso, creando un brillante gioco teatrale sulla percezione, la verità e le relazioni umane che vede protagonisti Ugo Dighero e Mariangeles Torres.