ANGELO FAUSTO COPPI

L'eroe nato contadino

A sessant’anni dalla scomparsa, la pièce teatrale Angelo Fausto Coppi. L’eroe nato contadino racconta il mito sportivo e la vita dell’uomo, fondendoli in una confessione dalla cadenza drammatica, che prende il via dal processo per adulterio. In scena lui, Fausto Coppi, Nino Formicola , che ricorda e ancora soffre e gioisce, e la Dama Bianca, Sabina Maria Negri, figura silenziosa che a un certo punto si trasforma nel pubblico ministero. Scorrono dunque, nella mente e nella memoria del “campionissimo”, i giorni della gloria e quelli dell’infamia, i volti degli avversari e dei famigliari, i momenti e i personaggi che hanno segnato la sua esistenza e anche la storia italiana. Uno spaccato di mondo e di vita degli anni Cinquanta: la Fiat 600, la Vespa, il rock ‘n roll, il Festival di Sanremo, la brillantina. A ricreare l’atmosfera di quegli anni contribuisce anche la musica, arrangiata ed eseguita da Simone Spreafico e Luca Garlaschelli, con il supporto della voce della cantante Patrizia Rossi.

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EMMA B. VEDOVA GIOCASTA

rito funebre e amoroso

calendar icon19 novembre 2026
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COMUNI MARZIANI

Ovvero dell’omosessualità e dell’affettività

Nella vita di molte persone omosessuali, il rapporto con i propri sentimenti si intreccia fin dall'adolescenza con il peso delle aspettative, dei giudizi e delle categorie imposte dagli altri. Ciò che nasce come naturale e spontaneo può essere percepito dall'esterno come qualcosa da correggere o nascondere, generando isolamento, conflitti e la sensazione di essere fuori posto, come dei "marziani". Comuni Marziani attraversa questo passaggio delicato: dal sentirsi sbagliati alla scoperta di sé, dall'assenza di riferimenti alla possibilità di riconoscere e affermare la propria identità. Al centro ci sono affetti, desideri e relazioni che condividono le stesse dinamiche e la stessa intensità di qualsiasi altra esperienza amorosa, rivolti però a una persona dello stesso sesso. Ispirandosi a racconti, storie ed esperienze personali, lo spettacolo porta in scena situazioni che alternano registri diversi. Il linguaggio della danza accompagna una narrazione in cui la realtà si mescola a elementi surreali, comici e grotteschi, dando forma a una pluralità di punti di vista. Ne emerge un mosaico di esperienze anche contraddittorie tra loro, che restituisce la complessità di una realtà tutt'altro che uniforme e ancora poco conosciuta nelle sue molte sfumature.

calendar icon10 dicembre 2026
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PASSATO REMOTO

Passato Remoto è un monologo teatrale di Oscar De Summa che intreccia autobiografia, racconto performativo e riflessione sul tempo e sulla memoria. Al centro dello spettacolo c’è un incidente stradale vissuto dall’autore a diciotto anni: un’esperienza limite che interrompe la continuità della vita e modifica profondamente il modo di percepire il tempo, il corpo e la realtà.

Da questo episodio prende forma un racconto che non cerca semplicemente di ricostruire il passato, ma esplora ciò che il ricordo lascia emergere nel presente. Il trauma diventa così una frattura attraverso cui affiorano immagini, rituali antichi, figure legate al lutto e memorie che sembrano appartenere a un tempo più ampio di quello individuale.

Il monologo si muove tra memoria personale e memoria collettiva, alternando momenti di intensa riflessione a passaggi più brillanti e ironici. La ricerca di un significato all'esperienza vissuta porta Oscar De Summa a confrontarsi anche con la medicina alternativa e con il pensiero transgenerazionale, tra teorie, coincidenze e ipotesi sorprendenti.

Una data che si ripete a distanza di generazioni apre la possibilità di interrogarsi sull'eredità degli eventi e sulla capacità del corpo di conservare tracce di ciò che non è stato elaborato. Non una spiegazione definitiva, ma uno spazio narrativo in cui il tempo può tornare indietro, ripetersi e interrompersi.

Anche la dimensione sonora contribuisce a costruire questo spazio instabile. Parole, silenzi, suoni e intrusioni musicali interrompono la continuità del racconto, creando una scena in cui il tempo non procede in linea retta, ma avanza per scarti, ritorni e ripetizioni.

Passato Remoto è un viaggio teatrale tra trauma, memoria e identità, capace di tenere insieme profondità e ironia. Un monologo contemporaneo che parte da un'esperienza personale per interrogarsi su ciò che ereditiamo, su ciò che ricordiamo e su ciò che continua a ritornare nel tempo.

calendar icon13 marzo 2027
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