Il nuovo spettacolo teatrale della coppia italo-australiana Bosetti/Cuocolo nasce dall’incontro tra autobiografia, memoria e arte contemporanea. Ispirato all’opera di Anselm Kiefer, in particolare a I sette Palazzi celesti, il lavoro esplora il rapporto tra il tempo individuale e il tempo della storia.
Attraverso la figura di Annette Kreusberg, presenza reale e poetica legata al mondo di Kiefer, lo spettacolo attraversa temi universali come la memoria, la perdita, la trasformazione e ciò che rimane dopo una distruzione.
La prima rappresentazione avrà luogo nella casa d’infanzia di Roberta Bosetti, a Vercelli, che per l’occasione verrà trasformata: una parete e una parte del pavimento saranno demolite e le rovine diventeranno parte della scenografia. Ciò che viene distrutto diventa materia creativa, il frammento diventa possibilità.
Bosetti/Cuocolo costruiscono un teatro della memoria in cui esperienze personali e grandi eventi della storia si incontrano. Lo spettacolo trasforma lo scarto in poesia, il trauma in immagine, la rovina in una nuova possibilità.
Un’opera teatrale tra performance, autobiografia e arte contemporanea, dedicata a ciò che resta e alla capacità dell’essere umano di trasformare la perdita in nuova vita.
Metaforicamente Schiros è un monologo teatrale personale, ironico e commovente in cui Beatrice Schiros torna sul palcoscenico per raccontare la propria vita, tra ricordi, relazioni, perdite, cadute e nuove ripartenze.
Uno spettacolo che nasce come un vero e proprio rito psicomagico di ritorno al teatro: un atto curativo e intimo attraverso cui l’attrice fa pace con il palcoscenico dopo due anni di assenza e condivide con il pubblico fatti, aneddoti e momenti della propria esistenza.
In scena c’è solo Beatrice Schiros, insieme a uno sgabello e alle parole. La forma è quella essenziale del monologo teatrale, con elementi che richiamano la stand up comedy, ma anche il racconto autobiografico e il teatro d’attore.
A partire dalla perdita dei genitori e dal bisogno di fermarsi a fare il punto sul proprio percorso, Beatrice Schiros costruisce un racconto fuori dai denti e sfacciato, ma anche delicato e amaro. Un viaggio attraverso episodi personali e personaggi che, tra risate e lacrime, tocca alcuni dei grandi temi dell’esperienza umana.
Le relazioni, la famiglia, i genitori, il dolore, la perdita, gli errori e la capacità di rialzarsi diventano così materia teatrale. La storia di Beatrice è personale, ma riesce a diventare universale: nel racconto della sua vita, il pubblico può riconoscere qualcosa di sé.
Metaforicamente Schiros è uno spettacolo teatrale appassionante, esilarante e commovente, costruito sul forte rapporto empatico tra attrice e pubblico. Un monologo denso di vita che porta al cuore del teatro attraverso la presenza scenica di Beatrice Schiros, qui per la prima volta anche autrice insieme a Gabriele Scotti.