AVALANCHE

Nelle parole di Derrida, il mal d’archivio è la forza distruttrice sottesa a ogni piano di conservazione e catalogazione. L’uomo archivista perpetra una violenza nei confronti di tutto ciò che non deve essere ricordato; nel tempo proprio all’archivio, che è quello del futuro anteriore, per assicurare la sopravvivenza di qualcosa occorre necessariamente uccidere qualcos’altro. In Avalanche i due esseri umani protagonisti vengono osservati da un occhio ciclopico come polveri millenarie conservate in un blocco di ghiaccio. Sono Atlanti che camminano all’alba di un nuovo pianeta, dopo essersi caricati sulle spalle il peso del mondo.

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Corto Circuito

MEDEA, 10 ANNI DI STRADA

Lo spettacolo intreccia il mito di Medea con le storie contemporanee delle donne vittime di tratta e sfruttamento sessuale. In scena, Comaneĉi dà corpo a una figura sradicata, straniera, invisibile, trasformando il mito antico in uno strumento per interrogare il presente. «Attraverso il racconto di questa Medea contemporanea – scrive il regista - abbiamo provato a leggere e a raccontare, oltre la superficie, la storia di alcune migliaia di esseri umani partiti dai loro paesi con un sogno che all’arrivo qui in Italia si è rivelato un incubo. Nel grande mare del tema delle migrazioni, abbiamo messo a fuoco il fenomeno che riguarda quelle donne, sconosciute eppure in qualche modo familiari, quasi elementi di un arredo urbano cui siamo assuefatti».  Medea, 10 anni di strada unisce teatro di ricerca, impegno civile e grande forza interpretativa, continuando ad interrogare il presente attraverso il teatro.

calendar icon09 ottobre 2026
map iconVercelli - Teatro degli Anacoleti
clock icon21:00
Corto Circuito, Scuole, Stagione 2026-2027

DAD OR ALIVE

Una domanda attraversa l'intero spettacolo: mettere al mondo un figlio oggi è un atto di coraggio o di incoscienza? Da questo interrogativo prende forma Dad or Alive, una performance che intreccia parole, musica elettronica dal vivo e immagini per affrontare il conflitto tra il desiderio di diventare genitori e la paura di un futuro percepito come sempre più fragile. Il lavoro nasce da una ricerca sviluppata a partire da conversazioni, questionari, dati statistici, articoli e testimonianze raccolte attorno a un sentimento diffuso: l'incertezza di chi non sa se desidera avere figli oppure no. Ecoansia, precarietà economica, instabilità globale, senso di smarrimento e sfiducia nel domani si intrecciano alle aspettative personali, ai dubbi etici e al desiderio di trasmettere qualcosa di sé alle generazioni future. In scena, storie, confessioni e dati convivono senza separazioni rigide. La voce porta domande, paure, contraddizioni e slanci; la musica elettronica, costruita dal vivo attraverso synth, campioni e loop, ne segue e talvolta ne contrasta il movimento. Suono e parola non procedono su binari paralleli: si interrompono, si sostengono, si amplificano a vicenda, costruendo una drammaturgia condivisa. Anche la componente visiva entra direttamente nell'azione scenica. La luce e il videomapping trasformano i corpi dei performer in superfici attraversate da immagini e segni, rendendo visibili dettagli, gesti e microazioni che dialogano con la materia sonora. Voce, elettronica live e proiezioni compongono così un unico dispositivo performativo che accompagna una domanda tanto privata quanto collettiva: come si cresce e come si fa crescere qualcuno mentre il mondo cambia sotto i nostri occhi? Tra desiderio e paura, possibilità e rinuncia, Dad or Alive dà forma alle domande di una generazione che guarda al futuro e cerca di capire se e come immaginarlo per chi verrà dopo.

calendar icon19 gennaio 2027
map iconTorino - OFF Topic
clock icon19:30
Corto Circuito

LA BUONA NOVELLA

La buona novella di Fabrizio De André, nell’interpretazione dei Perturbazione, riprende integralmente dal vivo il concept album pubblicato nel 1970 e ispirato ai Vangeli apocrifi. La band rilegge questo lavoro attraverso il proprio linguaggio musicale, mantenendone intatta la struttura e i contenuti.

Le canzoni sono accompagnate da un breve monologo che invita il pubblico a immaginare De André alla vigilia dell’uscita del disco, nell’autunno del 1970, creando un collegamento tra quel momento storico e il presente. Basata sui testi esclusi dal canone occidentale, La buona novella intreccia sacro e quotidiano, grandezza e fragilità, dando voce a figure e punti di vista che attraversano l’intero album. A oltre cinquant’anni dalla sua pubblicazione, i Perturbazione ne propongono una rilettura completa dal vivo.

calendar icon06 marzo 2027
map iconCortemilia - Chiesa di San Francesco
clock icon21:00

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