Azzurra e Sole sono amiche anche se molto diverse fra loro. Il gioco che intraprendono è quello di raccontare le loro storie preferite attraverso la regola del “facciamo che io ero…”. “Facciamo che io ero rossa, avevo le scarpette rosse ed ero una principessa. No! Facciamo che ero rossa io”. Così, Azzurra e Sole entrano in conflitto come Cappuccetto Rosso e il Lupo, ma sono anche amiche inseparabili come Piccolo blu e Piccolo giallo, i protagonisti della storia di Leo Lionni, una delle loro preferite. Seguendo il filo dei colori fondamentali, le storie si schiudono e si trasformano in un gioco, dove ogni conflitto è seguito da una ricomposizione. Le due protagoniste si divertono: il loro gioco è intenso come tutti i giochi dei bambini, un incontro – scontro necessario per conoscere e sentire l’altro da sè. Avvicinarsi a chi è diverso – colori, persone, giochi – arricchisce l’esperienza e contribuisce a costruire la propria personalità. Una mappa multicolore di parole, azioni, immagini, luci e suoni che descrivono come gioco e amicizia vengono declinati nell’esperienza dei bambini: identità, diversità, ingenuità, condivisione, libertà, multiculturalità. Lo spettacolo coniuga il linguaggio del corpo con la narrazione, il suo impianto scenico è essenziale e contribuisce a evocare emozioni e sentimenti veicolati dalle protagoniste in scena.
Teresa ha quattro anni e ha paura del buio. Ogni anno, il giorno del suo compleanno, esprime lo stesso desiderio: riuscire a superare la paura dell’oscurità. Dopo due compleanni senza che nulla cambi, Teresa trova il coraggio di compiere un gesto straordinario: catturare il buio! All’inizio sembra tutto perfetto: Teresa non ha più paura ed è diventata una piccola celebrità. Ma presto scopre che il buio è necessario alla vita e che non può essere semplicemente eliminato. Dovrà allora affrontare la sua paura senza trucchi né scappatoie, fino a scoprire che nell’oscurità possono esserci anche gioco, magia e meraviglia. Teresa che catturò il buio è uno spettacolo teatrale per bambini e famiglie che racconta, attraverso il gioco e l’immaginazione, il rapporto con le paure dell’infanzia. La paura del buio diventa così un’occasione per parlare di emozioni, coraggio e crescita, imparando ad accogliere ciò che sentiamo e a guardare oltre le nostre paure.