BABY REINDEER

calendar icon05 dicembre 2025
map iconMoncalvo - Teatro Civico
clock icon21:00
Crediti

di Richard Gadd

con Francesco Mandelli

regia Francesco Frangipane

traduzione di Massimiliano Farau

musiche Roberto Angelini

scenografia Francesco Ghisu

luci Giuseppe Filipponi

costumi Eleonora Di Marco

una produzione Argot Produzioni, Pierfrancesco Pisani e Isabella Borettini per Infinito, Nidodiragno/CMC produzioni

Biglietteria

TEATRO CIVICO DI MONCALVO
Piazza Garibaldi, 1, 14036 Moncalvo AT
www.arte-e-tecnica.it

Per tutti i dettagli su prezzi e formule di abbonamento clicca qui.

Un adrenalinico e al tempo stesso desolante one man show che esplora l'ossessione, l'illusione e le conseguenze di un incontro casuale.

Un potentissimo monologo da cui Netflix ha tratto nel 2024 l’acclamata miniserie, diventata subito popolarissima.

L’ aspirante comico Donny lavora come barista in un pub di Londra e trascorre un’esistenza segnata dalla frustrazione e da un senso di inadeguatezza costante. Un giorno compie un atto di gentilezza verso una cliente trasandata e in difficoltà, offrendole una tazza di tè. Ma a partire da quel gesto, la donna inizia a sviluppare un’ossessione crescente e morbosa nei suoi confronti, cercando di insinuarsi con sempre maggiore insistenza nella sua vita e minandone ogni aspetto.

Crediti

di Richard Gadd

con Francesco Mandelli

regia Francesco Frangipane

traduzione di Massimiliano Farau

musiche Roberto Angelini

scenografia Francesco Ghisu

luci Giuseppe Filipponi

costumi Eleonora Di Marco

una produzione Argot Produzioni, Pierfrancesco Pisani e Isabella Borettini per Infinito, Nidodiragno/CMC produzioni

Biglietteria

TEATRO CIVICO DI MONCALVO
Piazza Garibaldi, 1, 14036 Moncalvo AT
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NASCONDEVO GHIACCIO SOTTO LE MIE ARDENTI CAREZZE

Nel 1889, un giovane omosessuale italiano di 23 anni scrive anonimamente a Émile Zola tre lunghe lettere in cui racconta le proprie esperienze, i dolori, gli amori e la propria formazione emotiva e sessuale. È una vera e propria confessione, scritta con verità e senza censure nel giro di poche settimane. L'obiettivo di quelle lettere è spingere Zola a trasformare quella confessione in un romanzo e a rappresentare per la prima volta un personaggio omosessuale nella letteratura. Una richiesta potente, potenzialmente rivoluzionaria. Ma quel racconto, così ricco di diritto alla differenza e di lucidità psicologica, non viene pubblicato da Zola. Le lettere, però, non restano in un cassetto. Dopo alcuni anni Zola le passa a un medico, il dottor Saint-Paul, che le edita quasi integralmente all'interno di una pubblicazione scientifica sulle cosiddette perversioni sessuali, con il titolo “Romanzo di un invertito nato”. Quell'affermazione di sé, quel grido acuto di dolore e libertà, cade ancora nelle mani sbagliate e diventa uno strumento per screditare, discriminare e disprezzare. Nascondevo ghiaccio sotto le mie ardenti carezze nasce dalla rilettura di questa vicenda da parte di Michele Di Giacomo e Angelo Di Genio, che ridanno vita alle parole dell'Anonimo e si interrogano sull'importanza della rappresentazione nell'arte come mezzo di lotta alla discriminazione.

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