BELLI FODERATI

Bebo Storti e Simone Spreafico faranno fare agli spettatori un viaggio indietro nel tempo, nella Milano degli anni Cinquanta e Sessanta quella della gioventù, di piazza Fontana, dei fascisti e della strategia della tensione ma anche una città fatta di storie di periferie nebbiose, figure “mitologiche” dai nomi improbabili e da destini tragicomici. A fare da sottofondo a questo viaggio ci saranno le canzoni di Enzo Jannacci cantate da Bebo Storti e Simone Spreafico che accompagna anche alla chitarra.

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Corto Circuito, we speak dance kids

ZEROGRAMMI 25°

Nel 2026 la compagnia Zerogrammi compie 25 anni. Un quarto di secolo di creazioni, di corpi che attraversano la scena in cerca di leggerezza, di storie che tengono insieme ironia e fragilità, disciplina e stupore. Per celebrare questo anniversario, nell’ambito del progetto Past Forward – il percorso che la compagnia dedica alla riattivazione e alla trasmissione del proprio patrimonio coreografico – torniamo al punto d’origine: “Zerogrammi”, la prima creazione firmata nel 2005, il seme da cui tutto ha preso forma. Riportare in vita questo lavoro significa rientrare in una stanza della memoria ancora piena di luce. Significa ritrovare l’urgenza giocosa di due giovani artisti che cercavano una danza capace di volare senza staccarsi da terra, una poesia fatta di oggetti semplici, di gag delicate, di un’umana leggerezza che nel tempo è diventata cifra poetica della compagnia. Oggi, vent’anni dopo la sua nascita, Zerogrammi torna in scena come un album di fotografie che non ha perso colore: uno spettacolo che continua a parlarci, a commuoverci, a ricordarci perché abbiamo iniziato a danzare.

Stefano Mazzotta

calendar icon15 maggio 2027
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L’AMICO RITROVATO

calendar icon22 gennaio 2027
map iconVercelli - Teatro degli Anacoleti
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KOHLHAAS

Kohlhaas nasce dall'opera di Heinrich von Kleist e prende forma, nel racconto di Marco Baliani, come una riscrittura che affonda le radici nella narrazione originale per sviluppare una voce propria. Alla struttura della vicenda si innestano immagini, metafore e percorsi narrativi maturati attraverso l'esperienza teatrale e poetica dell'autore, in un testo che negli anni ha continuato a trasformarsi davanti a pubblici e contesti sempre diversi. Al centro c'è una storia realmente accaduta nella Germania del Cinquecento: un sopruso che, non trovando risposta attraverso gli strumenti del diritto, innesca una catena di violenze sempre più difficili da arginare. Michael Kohlhaas agisce in nome di un'idea di giustizia concreta e terrena, ma il confine tra la ricerca di giustizia e il diventare giustiziere si fa progressivamente più incerto, fino all'esito tragico della vicenda. Nel racconto ricorre l'immagine del cerchio del cuore accostato a quello del recinto dei cavalli, simbolo di un senso della giustizia profondamente umano. Intorno a Kohlhaas si costruisce così la figura ambigua di un uomo che può apparire insieme vittima, ribelle ed eroe del proprio tempo. Le domande che attraversano la sua storia restano aperte: che cos'è la giustizia? Fin dove ci si può spingere per difenderla? Per Marco Baliani, questi interrogativi hanno rappresentato anche un modo per confrontarsi con i conflitti che hanno segnato la sua generazione, dagli anni del Sessantotto alle lacerazioni degli anni Settanta. Un tema antico, conservato nella sua dimensione tragica, che continua a rinnovarsi ogni volta che viene raccontato.

calendar icon08 maggio 2027
map iconChiaverano - Teatro Bertagnolio
clock icon21:00

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