CENERENTOLA, ROSSINI ALL’OPERA

Sul palcoscenico tre personaggi: la Musica, personificata dal maestro Gioachino Rossini, le Parole, cioè il librettista Jacopo Ferretti e il Canto, ovvero una giovane ragazza di nome Angelina.

Con Cenerentola entriamo nel mondo dell’opera, per assistere alle vicende di un grande compositore, Gioachino Rossini, colto nel momento in cui sta creando la sua nuova opera, Cenerentola ossia il trionfo della bontà. Viene immaginato immerso nel suo mondo musicale, nella sua quotidianità, travolto dagli impegni, ossessionato dal cibo e dalla pigrizia. «Non c’è musicista più adatto di Rossini – dichiara Buonarota – a mettere in rilievo come la parola naturalmente contenga già in sé la musica, sia nel suo ritmo metrico sia nella sua intonazione. Rossini è un vero e proprio maestro nel ricordarci che la parola è melodia, ma è anche ritmo e puro suono».

In scena, tre personaggi: la Musica, personificata dal maestro Rossini, le Parole, cioè il librettista Jacopo Ferretti, e il Canto, ovvero una giovane ragazza di nome Angelina che sta facendo le pulizie in teatro e aiuta i due artisti ottocenteschi a unire musica, parole e canto in un’opera lirica che diverrà famosa in tutto il mondo. Tre personaggi che giocano in una girandola di emozioni, intrecciandosi come fili a comporre immagini, quadri poetici surreali e comici sulla trama della celebre fanciulla che perde la scarpetta: «una Cenerentola nuova – afferma Pisci – moderna e disincantata, come lo è la musica del maestro pesarese».

Una nuova avvincente sfida per la coppia inossidabile formata dagli attori-autori Pasquale Buonarota e Alessandro Pisci. Insieme a loro l’attrice Mirjam Schiavello, giovane interprete di grande talento. La parte musicale è affidata al pianista Diego Mingolla che da anni collabora con la coppia di attori e che ha curato anche l’adattamento della partitura di Rossini. La regia è affidata a un uomo di teatro per le nuove generazioni quale Nino D’Introna, attore, autore e regista, cofondatore e responsabile artistico del Teatro dell’Angolo fino al 2004 (oggi Fondazione TRG Onlus).

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