COME HÄNSEL E GRETEL

Ispirandosi alla favola dei Grimm, Come Hänsel e Gretel racconta la storia di due bambini che si ritrovano in una discarica di una opulenta città  di una qualsiasi metropoli occidentale. Una contemporanea matrigna volitiva e superficiale, dedita soltanto al consumismo più bieco e sfrenato, decide di abbandonare il proprio figliastro in mezzo a un bosco non fatto di alberi, bensì di rifiuti, rifiuti di ogni sorta e genere, una valanga di oggetti che in apparenza non servono più e che sono diventati un problema. Tra questi rifiuti qualcosa, però, si muove. C’è una vita che si è adattata a questo mondo marginale fatto di scarti, di cose vecchie, di cose in apparenza inutili. Da una matassa di rifiuti spunta fuori una testolina di una ragazza, anche lei un rifiuto, anche lei buttata via così come il ragazzo. I due ragazzi, tra paure e diffidenze, stringono una forte amicizia e scoprono di essere legati da un sentimento profondo: entrambi sono stati abbandonati e gettati via, proprio come Hänsel e Gretel. Inizia così un viaggio, un’avventura poetica e dolce che li porta alla ricerca della loro casa di marzapane.

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HOTEL BORGES

In una cantina che è insieme rifugio, mondo parallelo e luogo della mente, vive Fortunello. Le sue giornate scorrono tra presenze, ricordi, immaginazione e incontri che sembrano affiorare da uno spazio in cui realtà e artificio convivono senza confini netti. Al centro dei suoi pensieri c'è un sogno preciso: diventare concierge in un grande albergo. Quell'albergo è Hotel Borges, un edificio-labirinto che riflette la complessità del mondo e la sua moltitudine. Fortunello lo immagina come il luogo in cui perdersi per comprendere qualcosa di essenziale: l'impossibilità di esercitare un controllo assoluto sulle persone e sulle cose. Nella sua testa custodisce una pietra d'oro che contiene l'intero cosmo, ma il giorno del suo diciottesimo compleanno, mentre si trova sulla soglia dell'età adulta, qualcuno vorrebbe portarlo fuori dalla cantina e privarlo di quel tesoro. Liberamente ispirato all'universo di Borges e attraversato dalle suggestioni di altri visionari come Cocteau, Petrolini, Sgorbani, Fellini e Arrabal, Hotel Borges procede per immagini, deviazioni e metamorfosi. Figure storiche e mitologiche, animali, vivi e morti condividono lo stesso spazio, mescolandosi in una dimensione dove i ricordi possono essere deformati dalla fantasia e il nonsenso convive con la fragilità umana. Attraverso il percorso di Fortunello emergono domande concrete: come trovare il proprio posto tra gli altri? Che cosa accade quando il mondo esterno sembra non essere fatto su misura per noi? In scena, Davide Giglio dà corpo a una drammaturgia fluida che segue il tentativo di un giovane uomo di attraversare il passaggio verso l'età adulta senza rinunciare alla propria visione del mondo.

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In una notte di pioggia, un ragazzo di 19 anni affronta il suo primo turno di prova come cameriere presso la panineria ambulante Oasi Kebab, lungo una strada statale abbandonata. Il proprietario Francesco – lo Chef, come preferisce farsi chiamare - lo sottopone al colloquio di lavoro mentre lo istruisce su come funzionerà la gestione della nottata tra clienti, ordinazioni e cucina. Ma il ragazzo non è lì soltanto per lavorare. L’arrivo di Clarissa, unica cliente della notte, cambierà gli equilibri di ore sospese tra noia, inquietudine e bisogno di sentirsi finalmente visti.

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