Ispirandosi alla favola dei Grimm, Come Hänsel e Gretel racconta la storia di due bambini che si ritrovano in una discarica di una opulenta città di una qualsiasi metropoli occidentale. Una contemporanea matrigna volitiva e superficiale, dedita soltanto al consumismo più bieco e sfrenato, decide di abbandonare il proprio figliastro in mezzo a un bosco non fatto di alberi, bensì di rifiuti, rifiuti di ogni sorta e genere, una valanga di oggetti che in apparenza non servono più e che sono diventati un problema. Tra questi rifiuti qualcosa, però, si muove. C’è una vita che si è adattata a questo mondo marginale fatto di scarti, di cose vecchie, di cose in apparenza inutili. Da una matassa di rifiuti spunta fuori una testolina di una ragazza, anche lei un rifiuto, anche lei buttata via così come il ragazzo. I due ragazzi, tra paure e diffidenze, stringono una forte amicizia e scoprono di essere legati da un sentimento profondo: entrambi sono stati abbandonati e gettati via, proprio come Hänsel e Gretel. Inizia così un viaggio, un’avventura poetica e dolce che li porta alla ricerca della loro casa di marzapane.
In una notte di pioggia, un ragazzo di 19 anni affronta il suo primo turno di prova come cameriere presso la panineria ambulante Oasi Kebab, lungo una strada statale abbandonata. Il proprietario Francesco – lo Chef, come preferisce farsi chiamare - lo sottopone al colloquio di lavoro mentre lo istruisce su come funzionerà la gestione della nottata tra clienti, ordinazioni e cucina. Ma il ragazzo non è lì soltanto per lavorare. L’arrivo di Clarissa, unica cliente della notte, cambierà gli equilibri di ore sospese tra noia, inquietudine e bisogno di sentirsi finalmente visti.