La performance è parte di un percorso itinerante in cui i danzatori della Compagnia EgriBianco-Danza reagiscono a una destrutturazione musicale elettronica de Le sacre du
printemps realizzata dai compositori METS, associando tali frammenti stravinskijani a diverse gestualità coreografiche spesso imprevedibili nella loro sequenza e direzione, frutto anch’esse di un analogo processo di de-composizione di una coreografia preesistente per Le sacre, opera di Raphael Bianco.
Il connubio tra materia ed essere umano non si declina tuttavia soltanto nell’azione Coreutica innescata dal suono, ma è centrale nella destrutturazione stessa della partitura
stravinskijana, determinata infatti ad ogni ripresa della performance dall’interattività del pubblico stesso.
L’idea della Compagnia EgriBiancoDanza è quella di recuperare del materiale di repertorio della versione di Le Sacre di Raphael Bianco: una frammentazione del vocabolario esistente, rielaborato nell’economia dei materiali ed essenza della drammaturgia della coreografia di riferimento.
di Jasmine Reza con Ugo Dighero, Mariangeles Torres, Alberto Giusta e Laura Mazzi Un aperitivo tra amici nell'elegante casa parigina dell'astrofisico Henri e di sua moglie Sonia, affermata avvocata, si trasforma progressivamente in un confronto fatto di rancori, rivalità e verità taciute. Mentre Henri scopre che un altro ricercatore sta per pubblicare un articolo sul tema della materia oscura a cui lui stesso sta lavorando, l'equilibrio della serata si incrina e le convenzioni sociali cedono il passo ai conflitti. In questo testo di Yasmina Reza, la stessa vicenda viene raccontata tre volte, ogni volta con lo sguardo di un personaggio diverso, creando un brillante gioco teatrale sulla percezione, la verità e le relazioni umane che vede protagonisti Ugo Dighero e Mariangeles Torres.