Domenico Pinelli rende omaggio a uno dei testi più brillanti di Eduardo De Filippo. Al centro della vicenda c’è Michele Murri, appena dimesso da un manicomio, la cui ossessione per la precisione logica trasforma ogni equivoco in un irresistibile ingranaggio comico. Tra malintesi, paradossi e situazioni grottesche, Eduardo indaga il confine sottile tra normalità e follia. La rilettura di Pinelli, fresca e ambiziosa, rimanendo fedele al testo originale, lo arricchisce di una sensibilità contemporanea che esalta l’attualità, l’umorismo e la profondità del capolavoro eduardiano.