CUORE

Cuore di Edmondo De Amicis è un libro che ha accompagnato l’infanzia di intere generazioni con la forza che hanno tutti i prodotti culturali dotati di una connotazione precisa: in questo caso, la manifestazione di un orgoglio Nazionale. Il Risorgimento si è concluso, fatta l’unità politica occorre fare quella economica e occorre fare, soprattutto, chi trasporterà questa unità nel futuro, l’Italiano. Il libro racconta, nella forma ingenua del diario di uno degli studenti, Enrico Bottini, un anno di scuola: tutto ciò che entra nell’aula da fuori, la Storia, le vicende familiari, la società del tempo e tutto ciò che dall’aula spinge per uscire, l’educazione di quelli che saranno gli italiani del futuro. Una educazione di cui si fa carico, al fianco delle famiglie, la scuola pubblica che dovrà dare una lingua e una coscienza a tutti i ragazzi, uguale perché gratuita e obbligatoria per tutti, ricchi e poveri, cattolici e non, settentrionali e meridionali.

Nella scuola di oggi, nelle antologie su cui i ragazzi studiano non c’è più spazio per Cuore.
Noi lo riproponiamo perché sentiamo l’esigenza di riflettere sulle possibili risposte alla domanda: è nato l’italiano? Quante differenze e quante somiglianze ci sono nelle aule di oggi con la classe di Enrico Bottini? I meridionali di ieri sono forse gli immigrati di oggi?
Lo spettacolo è una sorta di lettera ai ragazzi di oggi che si trovano in un’epoca di cambiamento.

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In scena c’è una sfida tra due animali molto diversi: da una parte Poldo, un riccio che vorrebbe soltanto riposarsi sul suo morbido cuscino; dall’altra Zig Zag, una lepre pluripremiata, abituata a vincere e convinta di essere superiore a tutti. Quando la lepre inizia a prenderlo in giro per le sue gambe corte e la sua poca prestanza fisica, il riccio finisce per accettare una corsa fino al capanno del bosco. Una sfida che, sulla carta, non potrebbe vincere. Tratta dalla celebre fiaba dei fratelli Grimm, la storia mette al centro una classica coppia di opposti: il più forte e il più debole, l’arroganza e l’astuzia. In questo mondo popolato soltanto da animali, ogni personaggio porta con sé qualità diverse e il racconto mostra come sentirsi superiori agli altri possa riservare delle sorprese. Mentre la lepre si allena senza sosta per la gara, Poldo può contare sulla sua mente veloce e sull’aiuto della sua famiglia. I preparativi coinvolgono tutti: i piccoli ricci decorano il campo di gara, la signora Polda sceglie il vestito migliore e il signor riccio lavora a un piano che potrebbe cambiare l’esito della competizione. Lo spettacolo alterna diverse tecniche di animazione, dai classici burattini in baracca all’animazione a vista. In scena un burattinaio dà vita a sei pupazzi accompagnato dalla fisarmonica, in un intreccio di racconto, musica e humour che segue passo dopo passo la storia della grande sfida tra il riccio e la lepre.

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