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DEI LIQUORI FATTI IN CASA

Crediti

testo Remo Rostagno, Gabriele Vacis, Beppe Rosso
con Beppe Rosso
regia Gabriele Vacis
scene Lucio Diana
tecnici di compagnia Adriano Antonucci e Marco Ferrero
produzione A.M.A. Factory
in coproduzione con Produzioni Fuorivia con il sostegno di Regione Piemonte

Lo spettacolo sostituisce Senza Famiglia, annullato in data 19 gennaio 2024.  Biglietti e abbonamenti precedentemente acqusitati restano validi per questa data

Biglietteria

Per i dettagli su i prezzi, le formule di abbonamento e le modalità di acquisto clicca qui 

vini e i liquori derivano da una tradizione antica e identificano sempre una terra e una civiltà. La civiltà di cui si parla nello spettacolo è quella di una terra piemontese: le Langhe.

 

Terra di vini e di liquori, terra di fumo e di profumo ma anche terra di letteraria memoria e di grandi narratori: Cesare Pavese, Beppe Fenoglio, Gina Lagorio; dopo esserci tuffati nella letteratura della Langa siamo riemersi “distillando” le vicende di una storia che ci riporta in un paese della provincia italiana nei primi anni Sessanta.

Una storia che si sviluppa sulla piazza del paese, luogo di incrocio dei personaggi, dove la concretezza degli accadimenti si trasforma e genera un’ironia visionaria e un’irresistibile comicità surreale. Vini e liquori sono il motore fondamentale di questa visionarietà ma è il linguaggio giocato sulla contaminazione tra lingua alta e dialetto a creare una dimensione che porta lo spettatore a farsi “terra” dentro quei luoghi e quell’epoca.

Dei Liquori fatti in Casa narra dell’epoca del boom economico, momento di cruciale mutamento sociale, quando, nel giro di pochi anni, tradizioni centenarie subirono un cambiamento radicale: quando il suono delle piazze non fu più il rintocco del campanile, ma quello del juke-box che narrava di alti neri watussi e sogni americani e dove si affacciava la “signora televisione” che avrebbe segnato e cambiato la vita di tutti quanti e degli anni a venire. La situazione che introduce lo spettacolo genera un intreccio fittissimo tra i personaggi che vedono scossa la loro quotidianità dall’arrivo di una forestiera. La forestiera è una giovane donna francese attorno alla quale si condensano gli avvenimenti, corposi ed essenziali come certi liquori che rivelano valori, desideri, visioni, speranze di un paese e di una generazione.

La donna arriva con la corriera che, ogni giorno, attraversa la piazza: ma quel giorno, siamo nell’autunno del 1964, non è solo la partita di pallone elastico che viene interrotta, è tutto il paese che trattiene il respiro: il respiro delle donne e degli uomini che vedono la loro piazza solcata dall’amore, dal peccato, dal sogno o, addirittura, dalla rivoluzione. I personaggi del paese -il campione di pallone elastico e il fotografo, l’apicoltore comunista e l’arciprete, i perfetti produttori di Barolo e la cameriera immigrata dalla Sicilia- vedono sconvolti in breve tempo le loro modalità di vita.

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