coreografia e oggetti scena Giulia Ceolin
danza Eleonora Buratti, Ghizlane Harraze, Barbara Menietti, Gloria Santella
musiche originali Luca Boggio, Paolo Panizza, Giulia Ceolin
BAOBAB – MUSICHE E DANZE D’AFRICA
Una riflessione, attraverso i corpi e la loro danza, sulla dimensione del rito, apparentemente dimenticata nel quotidiano scorrere del tempo odierno, devotischeletri vuole essere sì un omaggio alla struttura del corpo che ci sostiene, ma anche una valorizzazione dei popolari “scheletri nascosti” che palesandosi in momenti assolutamente imprevedibili ci guidano nel percorso evolutivo scoprendo i punti deboli.
riduzione del testo di Eve Ensler e messa in scena a cura di Elena Canone, Stefania Rosso, Daniela Vassallo
LIBERIPENSATORI PAUL VALÉRY
Con humour trasgressivo, la vagina prende la parola per raccontare e raccontarsi attraverso la sua voce: un manifesto corale contro la violenza con voci femminili di ogni età, cultura, provenienza sociale e geografica. Tratto dall’omonimo e fortunato spettacolo di Eve Ensler, il reading affronta il tema dell’individualità delle donne attraverso le loro vagine, che sanno essere serie, divertite, fantasiose o drammatiche. Un manifesto contro la violenza che non cessa di essere il punto di riferimento fondamentale nella lotta quotidiana di tutte le donne del mondo.
Il 18 marzo 1978, due giorni dopo il rapimento di Aldo Moro, un giornalista del Messaggero, avvertito da una telefonata anonima, rinviene in un sottopassaggio di largo Argentina a Roma il primo comunicato delle Brigate Rosse. In una busta arancione sono custodite cinque copie del testo e una celebre Polaroid che ritrae Moro, seduto sotto la bandiera con la stella a cinque punte e la scritta “Brigate Rosse”. Da questa immagine simbolo prende avvio il lavoro del coreografo Padovani, che attraversa gli anni di piombo, restituendo con i movimenti dei corpi un intenso frammento di storia dell’Italia repubblicana.