Elasi è una cantautrice, compositrice e producer alessandrina che viaggia per mondi, reali e immaginari. Con una formazione di chitarra classica al conservatorio e di musica elettronica oltreoceano, ELASI, nel suo sound fa esplodere stroboscopiche matrioske di stili, metropoli di sintetizzatori sfavillanti, ed esotiche sonorità scovate in paesi lontanissimi. In CAMPI ELASI, il suo EP di esordio, sviluppa collaborazioni in remoto con musicisti etnici da tutto il mondo (dal Mali al Brasile, dall’India all’Armenia) creando un sound dai confini geografici e stilistici super fluidi e variopinti. Collabora con diversi brand di moda e di design come sound designer, compositrice e DJ e ha il suo programma mensile a Radio Raheem dove seleziona e mixa brani elettro-world da tutto il globo. Nel 2021 inizia una collaborazione annuale con IED Torino, vince il premio nuovo IMAIE a Musicultura e co-fonda Poche (collettivo di produttrici italiane). Attualmente sta lavorando al suo primo disco in uscita per Trident/Polydor Italia con collaborazioni con importanti artisti della scena sia elettronica che world internazionale.
Per un raperonzolo offre una rilettura originale della celebre fiaba dei fratelli Grimm, mettendo in luce dettagli, particolari, sfumature di una storia profonda e unica che da secoli incanta generazioni di lettori. Protagoniste sono due cuoche che, tra ortaggi e mestoli, ricostruiscono la storia di Raperonzolo con parole, gesti e oggetti. Sul banco della cucina vengono portati tutti gli ingredienti quando il desiderio di un caffè interrompe la preparazione. Ma il lavoro incalza, non ci si può fermare e desiderare, avere voglia di qualcos’altro può essere fonte di guai, come per quei due contadini che per la voglia di raperonzoli persero una figlia. Raperonzolo racconta le difficoltà del percorso di crescita personale e delle sue tappe evolutive in cui sono messi in gioco la libertà e la formazione della propria identità.
Il sogno di Pietro è sempre stato quello di insegnare. Italiano, matematica, filosofia... e poi teatro. Lasciare il segno, dicono i latini. Una passione.
Nel 2021 viene ingaggiato da una scuola media della provincia comasca. La stessa che ha frequentato da adolescente. In cui però qualcosa è cambiato.
Qui non insegna teatro: i genitori non vogliono, lo trovano inutile. Qui insegna TECNICHE DI LAVORO DI GRUPPO.
E dopo un percorso di insegnamento, di affiancamento ad una classe durato più di tre anni, nasce questo lavoro.
Un progetto che pone al centro il dialogo con le nuovissime generazioni: il loro modo di vedere il mondo e concepire, a confronto di quello del protagonista, un ragazzo di 25 anni, che un posto nel mondo ancora lo sta cercando.