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ELEGÌA DELLE COSE PERDUTE

calendar icon01 aprile 2023
map iconCanelli - Teatro Balbo
clock icon21:00
Crediti

soggetto, regia e coreografia Stefano Mazzotta
una riscrittura da Os Pobres di Raul Brandao
creato con e interpretato da Alessio Rundeddu, Amina Amici, Damien Camunez, Gabriel Beddoes, Manuel Martin, Chiara Guglielmi, Riccardo Micheletti
collaborazione alla drammaturgia Anthony Mathieu, Fabio Chiriatti
luci Tommaso Contu
assistente di scena Riccardo Micheletti
costumi e scene Stefano Mazzotta
segreteria di produzione Maria Elisa Carzedda§
cura della produzione Valentina Tibaldi
produzione Zerogrammi
coproduzione Festival Danza Estate – Bergamo (It)/La meme balle – Avignon (Fr)/La Nave del Duende – Caceres (Sp)
con il contributo di Residenza artistica artisti sul territorio INTERCONNESSIONI/Tersicorea/Sardegna, Comune di Settimo S. Pietro, Comune di Selargius, Soprintendenza Archeologica Belle Arti e Paesaggio per la Città Metropolitana di Cagliari e le Province di Oristano e Sud Sardegna, Regione Sardegna, Regione Piemonte, MIC – Ministero della Cultura, FONDAZIONE Banco di Sardegna
in collaborazione con CASA LUFT, Ce.D.A.C Sardegna – centro diffusione attività culturali circuito multidisciplinare dello spettacolo dal vivo, PERIFERIE ARTISTICHE – Centro di Residenza Multidisciplinare della Regione Lazio – Supercinema, Tuscania

Biglietteria

ABBONAMENTO
5 spettacoli
50 €

BIGLIETTI SINGOLI
Intero 15 €
Ridotto* 13 €
Ridotto speciale scuole 8 €
*over 65 e under 26, possessori Abbonamento Musei Piemonte e Valle d’Aosta, iscritti FAI, abbonati alle stagioni a cura di Piemonte dal Vivo

INFO
Comune di Canelli
Ufficio Manifestazioni
0141820237

Teatro degli Acerbi
3518978847

PREVENDITE
Prevendita abbonamenti presso Osteria dei Meravigliati, via G.B. Giuliani, 29 (Canelli)
Prenotazioni consigliate su appuntamentoweb.it

TEATRO BALBO
via dei Partigiani 15 (Canelli)
teatrodegliacerbi.it |  fb teatrobalbocanelli

L'opera si ispira al romanzo “I Poveri”, esplorando coreograficamente la separazione dell’essere umano dalle proprie radici e dalla propria identità accanto al sentimento di esilio - non solo geografico ma anche morale - che ne scaturisce.

Elegìa delle cose perdute è una riscrittura dal romanzo I Poveri dello scrittore e storico portoghese Raul Brandao. Il paesaggio evocato da questo riferimento letterario, in bilico tra crudo, aspro, onirico e illusorio, ha la forma dell’esilio, della nostalgia, della tedesca sehnsucht, della memoria come materia che determina la traccia delle nostre radici e identità e, al contempo, la separazione da esse e il sentimento di esilio morale che ne scaturisce. I quadri che compongono la narrazione diventano la mappa di un viaggio nei luoghi (interiori) dei personaggi de I Poveri: figure derelitte e però goffe al limite del clownesco, accomunate dal medesimo sentimento di malinconica nostalgia e desiderio di riscatto. Lo spazio che intercorre tra l’osservatore e queste storie (e tra queste storie e il sogno condiviso cui tendono) è una lontananza dal sapore leopardiano, la misura di un finibusterrae che è senso di precarietà, di sospensione nel vuoto, una grottesca parata di figure in transito, come clown di un teatro popolare che fiorisce da un anelito comune, che non ha bisogno di orpelli per accadere, che si racconta ovunque, in un prato, in un vicolo, un cortile, un qualunque luogo di vita (M. Augé), una stazione di posta di fronte al giorno che finisce, con i suoi orizzonti, le sue lontananze, i desideri proiettati al domani e i punti di fuga. Corpi e paesaggio dialogano in questa elegìa del vuoto che rimane, si riconoscono in un desiderio comune, una capriola del pensiero, in un incedere che è vertigine, abbandono al tempo sospeso e ciclico di un valzer, forma di una tristezza nostalgica nel suo incedere ciclico e sospeso, che chiede di essere celebrata, attraversata, dentro un desiderio non già di possesso ma di appartenenza. Ed ecco che dentro questa logica di colpo svanisce ogni idea di miseria o povertà possibile, non esiste più niente che possa essere davvero perduto.

Crediti

soggetto, regia e coreografia Stefano Mazzotta
una riscrittura da Os Pobres di Raul Brandao
creato con e interpretato da Alessio Rundeddu, Amina Amici, Damien Camunez, Gabriel Beddoes, Manuel Martin, Chiara Guglielmi, Riccardo Micheletti
collaborazione alla drammaturgia Anthony Mathieu, Fabio Chiriatti
luci Tommaso Contu
assistente di scena Riccardo Micheletti
costumi e scene Stefano Mazzotta
segreteria di produzione Maria Elisa Carzedda§
cura della produzione Valentina Tibaldi
produzione Zerogrammi
coproduzione Festival Danza Estate – Bergamo (It)/La meme balle – Avignon (Fr)/La Nave del Duende – Caceres (Sp)
con il contributo di Residenza artistica artisti sul territorio INTERCONNESSIONI/Tersicorea/Sardegna, Comune di Settimo S. Pietro, Comune di Selargius, Soprintendenza Archeologica Belle Arti e Paesaggio per la Città Metropolitana di Cagliari e le Province di Oristano e Sud Sardegna, Regione Sardegna, Regione Piemonte, MIC – Ministero della Cultura, FONDAZIONE Banco di Sardegna
in collaborazione con CASA LUFT, Ce.D.A.C Sardegna – centro diffusione attività culturali circuito multidisciplinare dello spettacolo dal vivo, PERIFERIE ARTISTICHE – Centro di Residenza Multidisciplinare della Regione Lazio – Supercinema, Tuscania

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ABBONAMENTO
5 spettacoli
50 €

BIGLIETTI SINGOLI
Intero 15 €
Ridotto* 13 €
Ridotto speciale scuole 8 €
*over 65 e under 26, possessori Abbonamento Musei Piemonte e Valle d’Aosta, iscritti FAI, abbonati alle stagioni a cura di Piemonte dal Vivo

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0141820237

Teatro degli Acerbi
3518978847

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