GOOD VIBES ONLY (the great effort) trasforma il gesto quotidiano dello scrolling in una potente metafora del presente. In scena, un solo corpo diventa il luogo in cui si accumulano, senza sosta, informazioni, immagini, tendenze e modelli imposti dalla costante interconnessione digitale. Danze virali, frammenti iconici e contenuti social si susseguono in un flusso ininterrotto, dando vita a un corpo-catalogo che assorbe e riflette le logiche della rappresentazione dominante. Secondo capitolo di una trilogia dedicata allo scrolling, lo spettacolo indaga le implicazioni etiche, politiche e sociali del ventunesimo secolo.
Good Vibes Only è il titolo scelto per Playtime 2026/27, progetto di Piemonte dal Vivo in collaborazione con Stranaidea rivolto alle scuole superiori. Lo spettacolo è il punto di partenza per indagare il rapporto che gli adolescenti hanno con i social, in particolare con l’esposizione, la sovrastimolazione e la costruzione della propria presenza pubblica nei contesti online.
La buona novella di Fabrizio De André, nell’interpretazione dei Perturbazione, riprende integralmente dal vivo il concept album pubblicato nel 1970 e ispirato ai Vangeli apocrifi. La band rilegge questo lavoro attraverso il proprio linguaggio musicale, mantenendone intatta la struttura e i contenuti.
Una delle più celebri farse del teatro napoletano, Il medico dei pazzi di Eduardo Scarpetta è una macchina comica perfetta costruita sull’equivoco. Don Felice Sciosciammocca, ingenuo proprietario terriero, crede che il nipote Ciccillo sia un medico di successo e direttore di una clinica. In realtà il ragazzo ha sperperato tutto tra divertimenti e gioco d’azzardo e, colto di sorpresa dall’arrivo dello zio, trasforma una semplice pensione in un finto manicomio. L’adattamento di Muscato sposta la vicenda negli anni Ottanta, sullo sfondo della riforma Basaglia e della chiusura dei manicomi in Italia. Una riforma accolta da molti come una rivoluzione civile, ma che all’epoca generò paure, disorientamento e diffidenza. In questo clima di cambiamento sociale e smarrimento collettivo, la farsa si colora di realismo e umanità. La Pensione Stella diventa un microcosmo di personaggi eccentrici ma autentici, che Don Felice scambia per pazzi, precipitando in un crescendo di equivoci fino a mettere in crisi la sua stessa percezione della realtà.