Un quadrato, tanti piccoli oggetti: un vassoio, una teiera, un prato all’inglese, un comodino. E poi Fritz e Oscar, silenziosi coinquilini in una minuscola casa. Gretel si muove nel suo microcosmo di piccole cose, sbadata e rigorosa, caotica e attentissima a tenere vivo l’ordine bizzarro dei suoi oggetti fuori scala e fuori posto. Poi, a un tratto, la catastrofe.
Con l’immediatezza di narrazione della fiaba, Gretel percorre sola i sentieri dell’esistenza, tra circo contemporaneo, danza e manipolazione di oggetti. Un inno alla migrazione, un’ode alla tenacia del sapersi reinventare, nonostante tutto. Una riflessione delicata e profonda su chi va e chi resta, sul resistere sempre. Anche quando tutto crolla.
Spettacolo per le scuole È sera. Una mamma affaccendata e un bambino solitario stanno leggendo il libro della preistoria, quando arriva l’ora di cena. La mamma non sa cucinare, è veramente negata, e come ogni sera si affida ai surgelati, comodi, semplici e veloci. Ma quella sera sono finiti. Che fare? La relazione mamma-figlio vista attraverso la scoperta del cibo, spesso vissuto come un momento di vero “braccio di ferro”, la cucina e il cucinare diventano metafora del loro stare insieme: lei scoprirà l’importanza del tempo e della cura trascorso insieme a suo figlio, lui le mille difficoltà che ogni giorno una mamma deve affrontare.