GRETEL

Cosa vuol dire casa?

Un quadrato, tanti piccoli oggetti: un vassoio, una teiera, un prato all’inglese, un comodino. E poi Fritz e Oscar, silenziosi coinquilini in una minuscola casa. Gretel si muove nel suo microcosmo di piccole cose, sbadata e rigorosa, caotica e attentissima a tenere vivo l’ordine bizzarro dei suoi oggetti fuori scala e fuori posto. Poi, a un tratto, la catastrofe.

Con l’immediatezza di narrazione della fiaba, Gretel percorre sola i sentieri dell’esistenza, tra circo contemporaneo, danza e manipolazione di oggetti. Un inno alla migrazione, un’ode alla tenacia del sapersi reinventare, nonostante tutto. Una riflessione delicata e profonda su chi va e chi resta, sul resistere sempre. Anche quando tutto crolla.

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Le acrobazie musicali di una coppia in disaccordo

Una struttura da circo si trasforma in un’orchestra imprevedibile: i pali diventano contrabbassi, violoncelli, arpe e campane, mentre trapezio e tessuti aerei entrano a far parte di un originale paesaggio sonoro. È la scommessa di Nando e Maila, musicisti dell’impossibile che costruiscono musica e azione scenica a partire dagli stessi elementi che sostengono le loro acrobazie. In scena sono una coppia perennemente in disaccordo, sul palco come nella vita. Tra battibecchi, giocoleria musicale, evoluzioni aeree e una colonna sonora che attraversa rock, pop, opera e repertorio classico, cercano una via d’uscita da una relazione che sembra riproporre sempre gli stessi schemi. A complicare ulteriormente le cose arriva un ospite inatteso: uno spettatore coinvolto suo malgrado nelle attenzioni di Maila. Comicità, musica dal vivo e tecniche di circo contemporaneo si intrecciano in un susseguirsi di invenzioni sonore e fisiche. Tromba, bombardino, fisarmonica, chitarra elettrica e molti altri strumenti dialogano con una scenografia che nasconde un’intera orchestra. Tra dissonanze sentimentali e armonie ritrovate, la storia di Nando e Maila trova il suo approdo finale sospesa in aria, sul trapezio.
 

calendar icon28 febbraio 2027
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COME CUCINARE UNO SMARTPHONE

(e altre ricette esplosive)

Spettacolo per le scuole È sera. Una mamma affaccendata e un bambino solitario stanno leggendo il libro della preistoria, quando arriva l’ora di cena. La mamma non sa cucinare, è veramente negata, e come ogni sera si affida ai surgelati, comodi, semplici e veloci. Ma quella sera sono finiti. Che fare? La relazione mamma-figlio vista attraverso la scoperta del cibo, spesso vissuto come un momento di vero “braccio di ferro”, la cucina e il cucinare diventano metafora del loro stare insieme: lei scoprirà l’importanza del tempo e della cura trascorso insieme a suo figlio, lui le mille difficoltà che ogni giorno una mamma deve affrontare.

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DAD OR ALIVE

Una domanda attraversa l'intero spettacolo: mettere al mondo un figlio oggi è un atto di coraggio o di incoscienza? Da questo interrogativo prende forma Dad or Alive, una performance che intreccia parole, musica elettronica dal vivo e immagini per affrontare il conflitto tra il desiderio di diventare genitori e la paura di un futuro percepito come sempre più fragile. Il lavoro nasce da una ricerca sviluppata a partire da conversazioni, questionari, dati statistici, articoli e testimonianze raccolte attorno a un sentimento diffuso: l'incertezza di chi non sa se desidera avere figli oppure no. Ecoansia, precarietà economica, instabilità globale, senso di smarrimento e sfiducia nel domani si intrecciano alle aspettative personali, ai dubbi etici e al desiderio di trasmettere qualcosa di sé alle generazioni future. In scena, storie, confessioni e dati convivono senza separazioni rigide. La voce porta domande, paure, contraddizioni e slanci; la musica elettronica, costruita dal vivo attraverso synth, campioni e loop, ne segue e talvolta ne contrasta il movimento. Suono e parola non procedono su binari paralleli: si interrompono, si sostengono, si amplificano a vicenda, costruendo una drammaturgia condivisa. Anche la componente visiva entra direttamente nell'azione scenica. La luce e il videomapping trasformano i corpi dei performer in superfici attraversate da immagini e segni, rendendo visibili dettagli, gesti e microazioni che dialogano con la materia sonora. Voce, elettronica live e proiezioni compongono così un unico dispositivo performativo che accompagna una domanda tanto privata quanto collettiva: come si cresce e come si fa crescere qualcuno mentre il mondo cambia sotto i nostri occhi? Tra desiderio e paura, possibilità e rinuncia, Dad or Alive dà forma alle domande di una generazione che guarda al futuro e cerca di capire se e come immaginarlo per chi verrà dopo.

calendar icon19 gennaio 2027
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