HO TROVATO LA MIA 1/2 A LETTO CON UN 1/3

Il nostro pianeta è bellissimo, se potessimo vederlo dall’alto, tutto intero, ce ne innamoreremmo di sicuro e lo tratteremmo meglio. E proprio per questo abbiamo deciso di rendere la terra e l’universo intero, i veri protagonisti di questa NOTTE UNICA che comincia al tramonto e si conclude all’alba. Inviteremo il pubblico a venire sul prato dell’Assa con una coperta, a stendersi, e ad ascoltare tutti gli eventi proposti guardando direttamente le stelle. Si parte da Luca Perri e Alessandro Barbaglia con lo spettacolo Ho trovato la mia ½ a letto con ⅓. Possono darsela di santa ragione un poeta e un astrofisico? Beh… a parole sì. Luca Perri, astrofico, e Alessandro Barbaglia, poeta, si sfideranno a colpi di poesie, sonetti, citazioni, teoremi e formule matematiche confrontandosi – a parole, ovviamente – su quei temi fondamentali tanto in ambito poetico quanto  in ambiente scientifico. E se Barbaglia sosterrà le parti romantiche di concetti quali “l’infinito”, “la coppia”, “l’attrazione” … “il seno”, Perri racconterà gli stessi concetti osservandoli però da un’ottica prettamente scientifica. A fine incontro… chi dei due vedrà le stelle? E chi le avrà fatte vedere all’altro? Un pugilato lette rario senza esclusione di colpi. Di scena, s’intende.

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Corto Circuito

TECNICHE DI LAVORO DI GRUPPO

per uno schiuma party

Il sogno di Pietro è sempre stato quello di insegnare. Italiano, matematica, filosofia... e poi teatro. Lasciare il segno, dicono i latini. Una passione.

Nel 2021 viene ingaggiato da una scuola media della provincia comasca. La stessa che ha frequentato da adolescente. In cui però qualcosa è cambiato.

Qui non insegna teatro: i genitori non vogliono, lo trovano inutile. Qui insegna TECNICHE DI LAVORO DI GRUPPO.

E dopo un percorso di insegnamento, di affiancamento ad una classe durato più di tre anni, nasce questo lavoro.

Un progetto che pone al centro il dialogo con le nuovissime generazioni: il loro modo di vedere il mondo e concepire, a confronto di quello del protagonista, un ragazzo di 25 anni, che un posto nel mondo ancora lo sta cercando.

calendar icon13 maggio 2027
map iconPianezza- Salone San Pancrazio
clock icon21:00
Corto Circuito, we speak dance kids

ZEROGRAMMI 25°

Nel 2026 la compagnia Zerogrammi compie 25 anni. Un quarto di secolo di creazioni, di corpi che attraversano la scena in cerca di leggerezza, di storie che tengono insieme ironia e fragilità, disciplina e stupore. Per celebrare questo anniversario, nell’ambito del progetto Past Forward – il percorso che la compagnia dedica alla riattivazione e alla trasmissione del proprio patrimonio coreografico – torniamo al punto d’origine: “Zerogrammi”, la prima creazione firmata nel 2005, il seme da cui tutto ha preso forma. Riportare in vita questo lavoro significa rientrare in una stanza della memoria ancora piena di luce. Significa ritrovare l’urgenza giocosa di due giovani artisti che cercavano una danza capace di volare senza staccarsi da terra, una poesia fatta di oggetti semplici, di gag delicate, di un’umana leggerezza che nel tempo è diventata cifra poetica della compagnia. Oggi, vent’anni dopo la sua nascita, Zerogrammi torna in scena come un album di fotografie che non ha perso colore: uno spettacolo che continua a parlarci, a commuoverci, a ricordarci perché abbiamo iniziato a danzare.

Stefano Mazzotta

calendar icon15 maggio 2027
map iconOmegna - Spazio Faro
clock icon17:00
Corto Circuito

MIO EROE

Mio Eroe è uno spettacolo teatrale di e con Giuliana Musso, con la regia della stessa artista e la collaborazione alla drammaturgia di Alberto Rizzi. Al centro dello spettacolo c’è la guerra contemporanea, il soggetto è ispirato alla biografia di alcuni dei 53 militari italiani caduti in Afghanistan durante la missione ISAF (2001- 2014), la voce è quella delle loro madri. Le madri testimoniano con devozione la vita dei figli che non ci sono più, ne ridisegnano il carattere, il comportamento, gli ideali. Costruiscono un altare di memorie personali che trabocca di un naturale amore per la vita. Cercano parole e gesti per dare un senso al loro inconsolabile lutto ma anche all’esperienza della morte in guerra, in tempo di pace. Nell’alveo di questi racconti intimi, a tratti lievi a tratti drammatici, prende però forza e si fa spazio un discorso etico e politico. In Mio Eroe, la voce stigmatizzata della madre dolorosa, da sempre sequestrata nello spazio dei sentimenti, si apre un varco, esce dagli stereotipi, e si pone interrogativi puntuali sulla logica della guerra, sull’origine della violenza come sistema di soluzione dei conflitti, sul mito dell’eroe e sulla sacralità della vita umana. Il dolore delle madri può superare la retorica militaristica che ci impedisce di ragionare sulla guerra quando siamo difronte al feretro coperto dal tricolore e affonda con la forza dei sentimenti in una più autentica ricerca di verità. In queste testimonianze femminili il tema della pace e il tema della maternità risuonano per quello che ancora sono: pubblicamente venerati e segretamente dileggiati. Solo alla fine del monologo sarà forse visibile, come una filigrana in controluce, che la voce delle madri piangenti è la voce della razionalità umana.

calendar icon23 febbraio 2027
map iconTorino - Bellarte
clock icon19:30

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