I MONOLOGHI DELLA VAGINA

Con humour trasgressivo, la vagina prende la parola per raccontare e raccontarsi attraverso la sua voce: un manifesto corale contro la violenza con voci femminili di ogni età, cultura, provenienza sociale e geografica. Tratto dall’omonimo e fortunato spettacolo di Eve Ensler, il reading affronta il tema dell’individualità delle donne attraverso le loro vagine, che sanno essere serie, divertite, fantasiose o drammatiche. Un manifesto contro la violenza che non cessa di essere il punto di riferimento fondamentale nella lotta quotidiana di tutte le donne del mondo.

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Corto Circuito, Stagione 2026-2027

NON È LA STORIA DI UN EROE

Io ero il Milanese racconta la vita di Lorenzo S., un uomo che entra in carcere per la prima volta a pochi mesi a trovare il padre. A 12 anni compie il primo furto, a 14 anni la prima rapina e da allora, per 40 anni, vive da fuorilegge passando la maggior parte della sua esistenza in carcere. Quando ha 33 anni viene condannato a 57 anni, ma la sua vita prende una svolta improvvisa. Lo spettacolo nasce dal podcast prodotto da RaiPlay Sound diventato un vero e proprio caso nel 2022: partito in sordina, grazie al passaparola ha conquistato il pubblico sfiorando i 3 milioni di ascolti.

calendar icon11 dicembre 2026
map iconOleggio - Teatro Civico
clock icon21:00
Corto Circuito

KOHLHAAS

Kohlhaas nasce dall'opera di Heinrich von Kleist e prende forma, nel racconto di Marco Baliani, come una riscrittura che affonda le radici nella narrazione originale per sviluppare una voce propria. Alla struttura della vicenda si innestano immagini, metafore e percorsi narrativi maturati attraverso l'esperienza teatrale e poetica dell'autore, in un testo che negli anni ha continuato a trasformarsi davanti a pubblici e contesti sempre diversi. Al centro c'è una storia realmente accaduta nella Germania del Cinquecento: un sopruso che, non trovando risposta attraverso gli strumenti del diritto, innesca una catena di violenze sempre più difficili da arginare. Michael Kohlhaas agisce in nome di un'idea di giustizia concreta e terrena, ma il confine tra la ricerca di giustizia e il diventare giustiziere si fa progressivamente più incerto, fino all'esito tragico della vicenda. Nel racconto ricorre l'immagine del cerchio del cuore accostato a quello del recinto dei cavalli, simbolo di un senso della giustizia profondamente umano. Intorno a Kohlhaas si costruisce così la figura ambigua di un uomo che può apparire insieme vittima, ribelle ed eroe del proprio tempo. Le domande che attraversano la sua storia restano aperte: che cos'è la giustizia? Fin dove ci si può spingere per difenderla? Per Marco Baliani, questi interrogativi hanno rappresentato anche un modo per confrontarsi con i conflitti che hanno segnato la sua generazione, dagli anni del Sessantotto alle lacerazioni degli anni Settanta. Un tema antico, conservato nella sua dimensione tragica, che continua a rinnovarsi ogni volta che viene raccontato.

calendar icon08 maggio 2027
map iconChiaverano - Teatro Bertagnolio
clock icon21:00
Corto Circuito

NASCONDEVO GHIACCIO SOTTO LE MIE ARDENTI CAREZZE

Nel 1889, un giovane omosessuale italiano di 23 anni scrive anonimamente a Émile Zola tre lunghe lettere in cui racconta le proprie esperienze, i dolori, gli amori e la propria formazione emotiva e sessuale. È una vera e propria confessione, scritta con verità e senza censure nel giro di poche settimane. L'obiettivo di quelle lettere è spingere Zola a trasformare quella confessione in un romanzo e a rappresentare per la prima volta un personaggio omosessuale nella letteratura. Una richiesta potente, potenzialmente rivoluzionaria. Ma quel racconto, così ricco di diritto alla differenza e di lucidità psicologica, non viene pubblicato da Zola. Le lettere, però, non restano in un cassetto. Dopo alcuni anni Zola le passa a un medico, il dottor Saint-Paul, che le edita quasi integralmente all'interno di una pubblicazione scientifica sulle cosiddette perversioni sessuali, con il titolo “Romanzo di un invertito nato”. Quell'affermazione di sé, quel grido acuto di dolore e libertà, cade ancora nelle mani sbagliate e diventa uno strumento per screditare, discriminare e disprezzare. Nascondevo ghiaccio sotto le mie ardenti carezze nasce dalla rilettura di questa vicenda da parte di Michele Di Giacomo e Angelo Di Genio, che ridanno vita alle parole dell'Anonimo e si interrogano sull'importanza della rappresentazione nell'arte come mezzo di lotta alla discriminazione.

calendar icon23 marzo 2027
map iconTorino - OFF Topic
clock icon19:30

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