IF YOU WERE A MAN

If you were a man  è uno studio per quattro uomini su  una profonda riprogrammazione dell’ascolto. Se i suoni  prodotti dai movimenti, dai respiri, potessero sempre essere decodificati in tempo utile alcune cose potrebbero essere evitate, potrebbero non accadere e si potrebbe imparare ad ascoltare  efficacemente un corpo che non parla. La meraviglia di un dialogo silenzioso porta con sé risultati inaspettati. Anche i piccoli rumori e le strategie del corpo possono dichiarare in anticipo un imminente  conflitto.  Il rifiuto, il sospetto, la diffidenza, l’amore o la paura, non sempre sono comunicati in tempo utile per poter intervenire, per poter accogliere un’informazione preziosa sugli altri. 

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I LOVE YOU, SCHUBERT! e PLAY_BACH DIVERTISSEMENT

I LOVE YOU, SCHUBERT! Un lavoro costruito sul dialogo tra danza e musica, ispirato alle composizioni di Franz Schubert. Il suono si trasforma in gesto, mentre il movimento segue e rielabora le traiettorie della partitura.

Quattro quadri si susseguono come tappe di un percorso sensoriale che alterna rigore e slancio, sogno e materia, passione e leggerezza. I corpi disegnano architetture in movimento, attraversano tensioni ed equilibri e si confrontano con il suono in una relazione continua. La scena si sposta poi in uno spazio sospeso tra memoria e immaginazione, tra fiaba e realtà. Il ritmo accelera e la coreografia si radica in immagini di fuoco, terra e passione. Nell'ultima parte, i corpi sembrano dissolversi tra ombre, riflessi e vibrazioni sonore, fino a un finale che riporta al centro la presenza fisica della danza. PLAY_BACH DIVERTISSEMENT Gli studi dedicati a Bach diventano una pratica coreografica in continua trasformazione, un territorio aperto in cui la ricerca non si conclude ma continua a evolversi. Il lavoro nasce dal tentativo di dare forma visiva all'emozione contenuta nella partitura, traducendo in danza le sfumature e le tensioni suggerite dalla musica.
Violenza e dolcezza, presenti nella vibrazione sonora, trovano una corrispondenza nei corpi dei danzatori, generando movimenti che attraversano nuove frequenze fisiche e percettive. La presenza della musica dal vivo intensifica questo dialogo: il suono accompagna il danzatore nello spazio e ne orienta l'ascolto, mentre il movimento modifica la percezione stessa dell'esecuzione musicale.

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