IL DIO BAMBINO

Scritto nel 1993 da Giorgio Gaber e Sandro Luporini, il monologo Il dio bambino prosegue e approfondisce, dopo Parlami d’amore Mariù e Il Grigio, il particolarissimo percorso teatrale del Gaber di quegli anni. Il testo racconta una normale storia d’amore che si sviluppa nell’arco di alcuni anni e dà agli autori l’occasione di indagare su l’Uomo, per cercare di capire se è riuscito a diventare adulto o è rimasto irrimediabilmente bambino, un bambino che si vanta della sua affascinante spontaneità invece di vergognarsi di un’eterna fanciullezza. Ambientato in un metaforico locale in disfacimento, tra bottiglie semivuote e fiori calpestati, a raccontare allusivamente una sorta di festa finita male, lo spettacolo è contrappuntato da frammenti di canzoni di Giorgio Gaber, che guidano lo spettatore nell’interpretazione di un racconto di tragicomica, potente contemporaneità.

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Corto Circuito

MOLLY

Chiusa nella sua stanza, Molly registra video e li affida alla rete, nella speranza che qualcuno dall'altra parte dello schermo la veda davvero. Quando finalmente arriva una risposta, è quella di una ragazza come lei. Da quel momento nasce un legame che cresce fino a confondere il confine tra ciò che accade online e ciò che appartiene alla realtà. Ispirato alla vicenda di Molly Rose Russell, quattordicenne britannica trovata senza vita nella sua camera nel 2017, lo spettacolo prende avvio da un fatto di cronaca per interrogare il rapporto tra adolescenti e ambienti digitali. Molly utilizzava i social per raccontare il diffondersi della depressione tra ragazze e ragazzi della sua generazione, ma finì progressivamente coinvolta nei meccanismi di raccomandazione delle piattaforme che frequentava. La vicenda individuale si intreccia così a questioni più ampie: il rapporto con l'immagine, l'influenza degli algoritmi, le forme di dipendenza generate dagli ambienti digitali e il modo in cui questi trasformano la percezione di sé e dell'altro. Sullo sfondo emergono anche interrogativi che riguardano le responsabilità delle piattaforme, l'impatto delle nuove tecnologie sulla salute mentale e il ruolo della coscienza collettiva di fronte a fenomeni che coinvolgono sempre più da vicino le nuove generazioni. Scritto e diretto da Girolamo Lucania e interpretato da Letizia Alaide Russo, Molly è una produzione Cubo 2025 ispirata a una storia reale che ha sollevato un dibattito internazionale sulle conseguenze dei contenuti online e sul loro effetto nelle vite più giovani.

calendar icon12 dicembre 2026
map iconChiaverano - Teatro Bertagnolio
clock icon21:00
Corto Circuito

PASSATO REMOTO

Passato Remoto è un monologo teatrale di Oscar De Summa che intreccia autobiografia, racconto performativo e riflessione sul tempo e sulla memoria. Al centro dello spettacolo c’è un incidente stradale vissuto dall’autore a diciotto anni: un’esperienza limite che interrompe la continuità della vita e modifica profondamente il modo di percepire il tempo, il corpo e la realtà.

Da questo episodio prende forma un racconto che non cerca semplicemente di ricostruire il passato, ma esplora ciò che il ricordo lascia emergere nel presente. Il trauma diventa così una frattura attraverso cui affiorano immagini, rituali antichi, figure legate al lutto e memorie che sembrano appartenere a un tempo più ampio di quello individuale.

Il monologo si muove tra memoria personale e memoria collettiva, alternando momenti di intensa riflessione a passaggi più brillanti e ironici. La ricerca di un significato all'esperienza vissuta porta Oscar De Summa a confrontarsi anche con la medicina alternativa e con il pensiero transgenerazionale, tra teorie, coincidenze e ipotesi sorprendenti.

Una data che si ripete a distanza di generazioni apre la possibilità di interrogarsi sull'eredità degli eventi e sulla capacità del corpo di conservare tracce di ciò che non è stato elaborato. Non una spiegazione definitiva, ma uno spazio narrativo in cui il tempo può tornare indietro, ripetersi e interrompersi.

Anche la dimensione sonora contribuisce a costruire questo spazio instabile. Parole, silenzi, suoni e intrusioni musicali interrompono la continuità del racconto, creando una scena in cui il tempo non procede in linea retta, ma avanza per scarti, ritorni e ripetizioni.

Passato Remoto è un viaggio teatrale tra trauma, memoria e identità, capace di tenere insieme profondità e ironia. Un monologo contemporaneo che parte da un'esperienza personale per interrogarsi su ciò che ereditiamo, su ciò che ricordiamo e su ciò che continua a ritornare nel tempo.

calendar icon13 marzo 2027
map iconTorino - San Pietro in Vincoli (Zona Teatro)
clock icon19:30
Corto Circuito

CLOWN IN LIBERTÀ

Tre clown hanno finalmente a disposizione una scena e un pubblico. L’entusiasmo è tale da trasformare ogni tentativo di mettere in piedi uno spettacolo in una continua deviazione: una trovata ne interrompe un’altra, una sfida ne sostituisce un’altra ancora. Senza parole e senza una trama dichiarata, Clown in libertà segue questo pomeriggio fuori dall’ordinario, fatto di rivalità giocose, piccoli dispetti e gare improvvisate tra tre artisti decisi a sorprendere i passanti e a conquistarne l’attenzione. Le loro imprese prendono forma attraverso il corpo, il ritmo e l’invenzione: mano a mano, duelli al rallentatore, giocolerie in cui gli attrezzi vengono costantemente sottratti e recuperati, acrobazie ed equilibri che finiscono spesso per mandare fuori strada l’azione stessa. Il gioco consiste proprio in questo continuo oscillare tra ciò che dovrebbe accadere e ciò che accade davvero. A tenere insieme ogni situazione è la musica dal vivo, presenza costante che accompagna, scandisce e orienta lo sviluppo dello spettacolo. Le azioni dei clown si intrecciano così a un flusso musicale quasi ininterrotto, capace di sostenere tanto i momenti più delicati quanto le acrobazie più imprevedibili. Consigliato a partire dai 3 anni. Durata: 1 ora.

calendar icon09 gennaio 2027
map iconIvrea - Teatro Giacosa
clock icon21:00

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