IL GRANDE GIORNO

Ettore Stein vive in un appartamento “design” che ricorda un acquario, con la moglie Elisabetta e Arturo, un pesce pagliaccio rinchiuso a sua volta in un altro piccolo acquario. Ettore è candidato a diventare il nuovo capo del governo. È alla soglia della consacrazione come il più giovane premier mai stato in carica in Italia. Un traguardo che insegue dai tempi dell’università, quando prese la decisione di rinnegare le sue origini contadine per realizzare sé stesso e le sue ambizioni. Si è appena chiusa la campagna elettorale e ad Ettore non resta che attendere il responso delle elezioni, certo di uscirne vincitore indiscusso. Proprio quando sembra che tutto stia andando per il meglio, Ettore viene lasciato da Elisabetta, esasperata dal non riconoscere più il ragazzo premuroso e amorevole conosciuto all’università. Rimasto solo con Arturo, Ettore riceve una visita inaspettata che lo proietta in un viaggio surreale e onirico, con una inaspettata e sorprendente evoluzione che lo porterà a riconnettersi con il proprio vero sé. La domanda è: in un mondo in cui l’immagine che gli altri hanno di noi è più importante della nostra vera essenza, un mondo in cui l’affermazione personale ha assunto proporzioni gigantesche, c’è ancora spazio per l’empatia? C’è ancora spazio per una politica attenta ai veri problemi del nostro tempo?

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IL FRIGO

con Eva Robin’s Una donna, chiusa nella propria casa, cerca di esorcizzare paure e angosce immaginando personaggi sempre più assurdi e minacciosi: una psicanalista svitata, una madre crudele, una serva irriverente, un editore megalomane, un topo innamorato, fino all'improbabile comparsa di un frigorifero nel salotto. Il testo del drammaturgo franco-argentino, tra le voci più originali del teatro del Novecento, racchiude i temi centrali della sua poetica: identità di genere fluide, solitudine, desiderio. Eva Robin’s attraversa questo monologo visionario restituendo la comicità feroce e lo sguardo dissacrante di un autore capace di ridere con sprezzante ironia delle disgrazie e delle ingiustizie della commedia umana.

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DAD OR ALIVE

Una domanda attraversa l'intero spettacolo: mettere al mondo un figlio oggi è un atto di coraggio o di incoscienza? Da questo interrogativo prende forma Dad or Alive, una performance che intreccia parole, musica elettronica dal vivo e immagini per affrontare il conflitto tra il desiderio di diventare genitori e la paura di un futuro percepito come sempre più fragile. Il lavoro nasce da una ricerca sviluppata a partire da conversazioni, questionari, dati statistici, articoli e testimonianze raccolte attorno a un sentimento diffuso: l'incertezza di chi non sa se desidera avere figli oppure no. Ecoansia, precarietà economica, instabilità globale, senso di smarrimento e sfiducia nel domani si intrecciano alle aspettative personali, ai dubbi etici e al desiderio di trasmettere qualcosa di sé alle generazioni future. In scena, storie, confessioni e dati convivono senza separazioni rigide. La voce porta domande, paure, contraddizioni e slanci; la musica elettronica, costruita dal vivo attraverso synth, campioni e loop, ne segue e talvolta ne contrasta il movimento. Suono e parola non procedono su binari paralleli: si interrompono, si sostengono, si amplificano a vicenda, costruendo una drammaturgia condivisa. Anche la componente visiva entra direttamente nell'azione scenica. La luce e il videomapping trasformano i corpi dei performer in superfici attraversate da immagini e segni, rendendo visibili dettagli, gesti e microazioni che dialogano con la materia sonora. Voce, elettronica live e proiezioni compongono così un unico dispositivo performativo che accompagna una domanda tanto privata quanto collettiva: come si cresce e come si fa crescere qualcuno mentre il mondo cambia sotto i nostri occhi? Tra desiderio e paura, possibilità e rinuncia, Dad or Alive dà forma alle domande di una generazione che guarda al futuro e cerca di capire se e come immaginarlo per chi verrà dopo.

calendar icon19 gennaio 2027
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CLOWN IN LIBERTÀ

Tre clown hanno finalmente a disposizione una scena e un pubblico. L’entusiasmo è tale da trasformare ogni tentativo di mettere in piedi uno spettacolo in una continua deviazione: una trovata ne interrompe un’altra, una sfida ne sostituisce un’altra ancora. Senza parole e senza una trama dichiarata, Clown in libertà segue questo pomeriggio fuori dall’ordinario, fatto di rivalità giocose, piccoli dispetti e gare improvvisate tra tre artisti decisi a sorprendere i passanti e a conquistarne l’attenzione. Le loro imprese prendono forma attraverso il corpo, il ritmo e l’invenzione: mano a mano, duelli al rallentatore, giocolerie in cui gli attrezzi vengono costantemente sottratti e recuperati, acrobazie ed equilibri che finiscono spesso per mandare fuori strada l’azione stessa. Il gioco consiste proprio in questo continuo oscillare tra ciò che dovrebbe accadere e ciò che accade davvero. A tenere insieme ogni situazione è la musica dal vivo, presenza costante che accompagna, scandisce e orienta lo sviluppo dello spettacolo. Le azioni dei clown si intrecciano così a un flusso musicale quasi ininterrotto, capace di sostenere tanto i momenti più delicati quanto le acrobazie più imprevedibili. Consigliato a partire dai 3 anni. Durata: 1 ora.

calendar icon09 gennaio 2027
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