IL PICCOLO PRINCIPE

Un grande classico come Il piccolo principe di Saint-Exupery si legge e si rilegge sempre con vibrante emozione. È una di quelle storie che nella sua apparente semplicità, risveglia le coscienze assopite. Ci rimette in gioco, nel gioco della scoperta, e dell’incontro con l’alterità. Gli ingredienti sono fantasiosi e surreali. Tutto nasce da un improvviso ma necessario vuoto, di tempo e di spazio.

Un pilota di aereo interrompe per un’avaria la sua veloce traversata e trova, in mezzo al deserto, un principino extraterrestre. È la nascita di un’amicizia, con al centro l’espressione della curiosità, la bellezza del costruire un legame, un affetto.

Il loro rapporto, costellato da incontri con diversi esseri viventi, cresce nel confronto dialettico, nell’educazione etica, nella competenza sociale. Una lezione fantastica dove si impara ad ascoltare, ad osservare, a prendersi cura dell’altro, ad essere responsabili del mondo attorno a sé.

Nella messa in scena curata da Assemblea Teatro, questa perfetta struttura narrativa viene esaltata nelle sue ricchezze immaginative.

Monica Calvi commenta la misurata narrazione di Cristiana Voglino con performances luminose di sabbia, evocando lo scenario lieve e rarefatto del deserto, sospeso tra gli infiniti mondi possibili. La voce intensa e delicata di Cristiana, modulata sul respiro d’atmosfera delle sonorizzazioni di Matteo Curallo, coinvolge lo spettatore in un crescendo emotivo e drammaturgico. Sottraendo teatralità, questi semplici elementi scenici conservano appieno ed esaltano tutto il valore poetico della scrittura.

 

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