IL VIAGGIO DI VEGA

Il diario di Vega passando di mano in mano, di nipote in nipote, ha attraversato i secoli per arrivare fino a Matilde che oggi lo riceverà in dono dalla nonna per il suo compleanno. Aprendolo scoprirà una storia dolorosa, che attraversa la santa inquisizione, superstizioni e sospetti legati al rapporto con la natura e con i culti arcaici femminili, una storia fatta di scelte difficili ma anche di incontri importanti e viaggi avventurosi. E’ arrivato il momento che Matilde sappia da dove viene e chi fosse Vega, la sua coraggiosa antenata.Uno sguardo femminile sul mondo, il diario di una fuga che è anche il flusso di coscienza di una giovane donna alla ricerca della propria identità.14 marzo 1643“Viviamo in una casetta al limitare della foresta, nonna, io, il suo gatto e il mio coniglio. Vivevamo, cioè. Ora non ci viviamo più. Mia nonna curava i malati , arrivavano ogni giorno nella nostra casa. Assisteva chi doveva nascere e chi doveva morire . Nascita o morte, era chiamata ad assistere nel passaggio da un mondo all’altro. Un giorno hanno iniziato a chiamarla strega …

Inizia così il diario di Vega . Quando la nonna viene condannata a morte per stregoneria, Vega parte per sfuggire allo stesso destino, prima nelle campagne e poi su una nave che la porterà in un paese lontano, dove spera di trovare una nuova casa, un luogo dove essere una persona nuova. Scopre però che non è facile fuggire e presto cade vittima di superstizioni e sospetti che potrebbero farle subire lo stesso fato di sua nonna. Superstizioni e sospetti legati al rapporto di Vega con l’amata foresta , dove si rifugia ogni volta che le è possibile e dove si addentra per raccogliere piante officinali, elemento indispensabile per la medicina dell’epoca ma la cui ricerca era strettamente collegata alla stregoneria . Vega è però decisa a non farsi calpestare, per un crimine immaginario come la stregoneria, e con coraggio affronta tutti gli ostacoli senza mai rinunciare alla sua vera essenza .

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Consigliato dai 5 anni In una cameretta preparata per accogliere una sorellina arrivata all’improvviso, Ginevra fatica ad accettare il cambiamento. Tra cuscini, veli e ricordi scopre un libro misterioso, La bella mai addormentata. Dalle sue pagine prendono vita Fauna, Flora e Serenella, tre fate madrine chiamate a occuparsi di una bambina senza sapere davvero come si faccia a crescerne una.

Le tre madrine, diversissime tra loro e convinte ciascuna di avere la soluzione migliore, si trovano alle prese con una piccola principessa piena di energia, curiosità e domande. Nessuna magia, però, sembra aiutarle nel compito più difficile: imparare a prendersi cura di qualcuno. Tra tentativi maldestri, errori e nuove scoperte, le fate comprendono che non esiste una formula per essere genitori. Bisogna provare, ascoltare, sbagliare e ricominciare. Mentre la fiaba si intreccia alla realtà, la stanza di Ginevra si trasforma continuamente davanti agli occhi del pubblico, diventando bosco, capanna, luogo della memoria e dell’immaginazione. Attraverso questo racconto, la ragazza scoprirà un legame inatteso con la storia che sta leggendo: quella bambina cresciuta grazie all’amore di chi l’ha accolta era sua madre. In questa rilettura de La bella addormentata, la fiaba diventa l’occasione per raccontare come nascono i legami familiari, come si costruisce l’accoglienza e come si impara a condividere spazi, affetti e ricordi. Al centro rimangono la tenacia, la tenerezza e l’ironia delle tre fate, impegnate a imparare, giorno dopo giorno, il mestiere di prendersi cura di qualcuno.
 

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ROSALUNA E I LUPI

Nel Paese dei Noncontenti la luna non esiste ancora. Le notti sono sempre buie, tutto procede secondo regole precise e gli abitanti sembrano vivere senza scosse, sotto l’occhio vigile di un Sindaco che fa rispettare l’ordine. Poi arriva Rosaluna. Un giorno comincia a cantare, facendo qualcosa che nessuno aveva mai osato fare. È un gesto semplice, ma basta a incrinare l’equilibrio del paese. Le sue canzoni attirano l’attenzione di tutti e, soprattutto, quella dei lupi che abitano nella foresta. Le note di Rosaluna sembrano chiamarli da lontano, mentre la sua presenza diventa sempre più ingombrante per chi vorrebbe che nulla cambiasse. Cosa accadrebbe se i lupi arrivassero davvero in paese? E cosa ne sarà di Rosaluna, che continua a oltrepassare confini e divieti? Liberamente tratto dal libro Rosa Luna e i lupi di Magali Le Huche, lo spettacolo segue il percorso di una bambina che, infrangendo una regola dopo l’altra, si spinge verso il luogo dove “non si va”. Attraverso il teatro d’attore e di figura, l’uso delle maschere, un pupazzo animato a vista e musiche originali intrecciate alla narrazione, la storia prende forma come una fiaba in cui paura, coraggio e libertà accompagnano il cammino della protagonista fino a una trasformazione inattesa. Rivolto ai bambini dai 3 agli 8 anni, lo spettacolo mette al centro il desiderio di scegliere la propria strada e di immaginare mondi nuovi, seguendo il canto di Rosaluna e il richiamo lontano dei lupi.

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