I LOVE YOU, SCHUBERT! Un lavoro costruito sul dialogo tra danza e musica, ispirato alle composizioni di Franz Schubert. Il suono si trasforma in gesto, mentre il movimento segue e rielabora le traiettorie della partitura.
Budapest, un ufficiale giudiziario si presenta all’appartamento di una donna single per sfrattarla, ma una svolta imprevista gli impedisce di portare a termine il proprio incarico. Non solo, quest’uomo spietato è costretto a fare i conti con la propria coscienza e, allora, appare chiaro che il misero appartamento cela oscuri segreti che i nuovi proprietari dovranno affrontare…
Siamo noi a scegliere il nostro destino, oppure le nostre esistenze sono già scritte? I personaggi vivono in quella che è un’imitazione della vita; una vita costruita su consuetudini radicate ben lontane dalla situazione politica del momento. Lo spettacolo è una nota a margine su quella pagina della società in cui l’ingiustizia è la legge non scritta vigente.
Un atto d‘accusa contro una società contemporanea votata alla discriminazione, in cui l’ingiustizia è la legge non scritta vigente. Uno spettacolo firmato da uno dei nuovi maestri della scena europea. «Siamo noi a scegliere il nostro destino, oppure le nostre esistenze sono già scritte?» I personaggi vivono quella che è una imitazione della vita.
I LOVE YOU, SCHUBERT! Un lavoro costruito sul dialogo tra danza e musica, ispirato alle composizioni di Franz Schubert. Il suono si trasforma in gesto, mentre il movimento segue e rielabora le traiettorie della partitura.
di Jasmine Reza con Ugo Dighero, Mariangeles Torres, Alberto Giusta e Laura Mazzi Un aperitivo tra amici nell'elegante casa parigina dell'astrofisico Henri e di sua moglie Sonia, affermata avvocata, si trasforma progressivamente in un confronto fatto di rancori, rivalità e verità taciute. Mentre Henri scopre che un altro ricercatore sta per pubblicare un articolo sul tema della materia oscura a cui lui stesso sta lavorando, l'equilibrio della serata si incrina e le convenzioni sociali cedono il passo ai conflitti. In questo testo di Yasmina Reza, la stessa vicenda viene raccontata tre volte, ogni volta con lo sguardo di un personaggio diverso, creando un brillante gioco teatrale sulla percezione, la verità e le relazioni umane che vede protagonisti Ugo Dighero e Mariangeles Torres.