IO

COME SOPRAVVIVERE AL NARCISISMO

Dinamicità, risate, sorrisi, ma anche momenti semi seri, sottile ed acuta ironia, conseguenti riflessioni. G

iorda rende gli spettatori complici delle sue follie, in situazioni parodiche di contesti televisivi e da discoteca d’antan. La storia è spezzettata e riverberata in tanti frammenti, come sono molti gli specchi che fanno da fondale, talmente numerosi i brandelli di personaggi e situazioni da smarrire il filo, il quale, però, dopo voli pindarici e umoristici, si riannoda in un unico soggetto.

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Corto Circuito

COMUNI MARZIANI

Ovvero dell’omosessualità e dell’affettività

Nella vita di molte persone omosessuali, il rapporto con i propri sentimenti si intreccia fin dall'adolescenza con il peso delle aspettative, dei giudizi e delle categorie imposte dagli altri. Ciò che nasce come naturale e spontaneo può essere percepito dall'esterno come qualcosa da correggere o nascondere, generando isolamento, conflitti e la sensazione di essere fuori posto, come dei "marziani". Comuni Marziani attraversa questo passaggio delicato: dal sentirsi sbagliati alla scoperta di sé, dall'assenza di riferimenti alla possibilità di riconoscere e affermare la propria identità. Al centro ci sono affetti, desideri e relazioni che condividono le stesse dinamiche e la stessa intensità di qualsiasi altra esperienza amorosa, rivolti però a una persona dello stesso sesso. Ispirandosi a racconti, storie ed esperienze personali, lo spettacolo porta in scena situazioni che alternano registri diversi. Il linguaggio della danza accompagna una narrazione in cui la realtà si mescola a elementi surreali, comici e grotteschi, dando forma a una pluralità di punti di vista. Ne emerge un mosaico di esperienze anche contraddittorie tra loro, che restituisce la complessità di una realtà tutt'altro che uniforme e ancora poco conosciuta nelle sue molte sfumature.

calendar icon10 dicembre 2026
map iconIvrea - Auditorium Gramsci
clock icon11:00
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STORIA DI UN IMPIEGATO

Pubblicato nel 1973, Storia di un impiegato racconta una ribellione immaginata, tentata, fallita e infine, paradossalmente, compiuta. Al centro c'è un impiegato, figura emblematica della società borghese degli anni Settanta, attraversata dalle tensioni politiche e sociali del tempo. Attraverso le canzoni dell'album, Fabrizio De André segue il percorso di un uomo che cerca un'alternativa alla passività e all'isolamento.

Lo spettacolo mette in dialogo quell'universo con il presente. Le canzoni, riarrangiate ed eseguite dal vivo, si intrecciano alla storia di un impiegato di oggi, un uomo comune alle prese con la difficoltà di trovare un senso di appartenenza, con la solitudine e con il rapporto problematico con la società che lo circonda. Ne nasce un confronto tra le domande poste dall'album e i conflitti che continuano ad attraversare il presente, dove le piccole battaglie quotidiane si consumano spesso nel silenzio.

calendar icon08 aprile 2027
map iconMonastero Bormida - Teatro Comunale
clock icon21:00
Corto Circuito

MIO EROE

Mio Eroe è uno spettacolo teatrale di e con Giuliana Musso, con la regia della stessa artista e la collaborazione alla drammaturgia di Alberto Rizzi. Al centro dello spettacolo c’è la guerra contemporanea, il soggetto è ispirato alla biografia di alcuni dei 53 militari italiani caduti in Afghanistan durante la missione ISAF (2001- 2014), la voce è quella delle loro madri. Le madri testimoniano con devozione la vita dei figli che non ci sono più, ne ridisegnano il carattere, il comportamento, gli ideali. Costruiscono un altare di memorie personali che trabocca di un naturale amore per la vita. Cercano parole e gesti per dare un senso al loro inconsolabile lutto ma anche all’esperienza della morte in guerra, in tempo di pace. Nell’alveo di questi racconti intimi, a tratti lievi a tratti drammatici, prende però forza e si fa spazio un discorso etico e politico. In Mio Eroe, la voce stigmatizzata della madre dolorosa, da sempre sequestrata nello spazio dei sentimenti, si apre un varco, esce dagli stereotipi, e si pone interrogativi puntuali sulla logica della guerra, sull’origine della violenza come sistema di soluzione dei conflitti, sul mito dell’eroe e sulla sacralità della vita umana. Il dolore delle madri può superare la retorica militaristica che ci impedisce di ragionare sulla guerra quando siamo difronte al feretro coperto dal tricolore e affonda con la forza dei sentimenti in una più autentica ricerca di verità. In queste testimonianze femminili il tema della pace e il tema della maternità risuonano per quello che ancora sono: pubblicamente venerati e segretamente dileggiati. Solo alla fine del monologo sarà forse visibile, come una filigrana in controluce, che la voce delle madri piangenti è la voce della razionalità umana.

calendar icon23 febbraio 2027
map iconTorino - Bellarte
clock icon19:30

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