LA BOTTEGA DEL CAFFÈ

“Goldoni non è il fotografo, ma il festoso pittore di un mondo superficiale, stanco, sensuale e tutt’altro che eroico e, nelle sue pitture ci dà né campioni di vizi atroci, né modelli di virtù sublimi, ma uomini e donne nella loro mediocrità” Silvio D’Amico

La bottega del caffè è una commedia che sembra rispondere con decisione alla classica domanda: “Il denaro rende felici?” e la risposta è inequivocabile: no!

Nella commedia tutto ruota intorno al denaro, che trascina i protagonisti nella tristezza. Goldoni fustiga i costumi di una comunità dominata dall’avidità, dall’ipocrisia, dalla maldicenza, dall’invidia. Infatti, vengono rappresentati i nobili come aridi e intriganti, i mercanti bari e truffatori, i giovani senza carattere, preda del vizio del gioco d’azzardo e gli avventurieri senza scrupoli.

Si salvano le figure femminili, anche quella di Lisaura, e soprattutto chi si guadagna da vivere lavorando: la proprietaria del caffè e il cameriere.

La trama ci narra di un caffè in una piccola piazza di Venezia, nella stessa piazza vi è una bisca; la dipendenza dal gioco sta rovinando Eugenio che è arrivato perfino ad impegnare i gioielli di famiglia di sua moglie Vittoria, il vecchio cameriere Trappola insieme alla proprietaria del caffè cercano di riportarlo sulla retta via. Il nobile e spiantato Don Marzio è l’antagonista dei due personaggi precedenti, un seminatore di zizzania. Flaminio Ardenti si cela sotto il nome di Conte Leandro, che vive delle vincite al gioco con le quali mantiene la ballerina Lisaura, che lo crede scapolo e intenzionato a sposarla, ma verrà smascherato dalla moglie Placida, partita da Torino alla ricerca del marito. Pandolfo è uomo senza scrupoli, un usuraio, proprietario della bisca situata accanto alla bottega del caffè.

Potrebbero interessarti

Corto Circuito

L’INQUILINO

calendar icon19 marzo 2027
map iconVercelli - Teatro degli Anacoleti
clock icon21:00
Corto Circuito

SOGNI SPEZZATI

In un non luogo scenico, tra ambienti quotidiani sospesi fra disagio e apparente comfort, un'improvvisa esplosione di odio incrina equilibri costruiti da luci e suoni. Si susseguono le testimonianze di donne i cui sogni si sono trasformati in incubi e di uomini che hanno confuso l'amore con il possesso.

Monologhi, interpretazioni e letture intrecciano voci provenienti dall'Ottocento fino ai giorni nostri. Passato e presente si sovrappongono, le epoche si mescolano e i confini temporali si dissolvono, lasciando dietro di sé le tracce di sogni spezzati.

calendar icon30 gennaio 2027
map iconMonastero Bormida - Teatro Comunale
clock icon21:00
Corto Circuito, Scuole, Stagione 2026-2027

DAD OR ALIVE

Una domanda attraversa l'intero spettacolo: mettere al mondo un figlio oggi è un atto di coraggio o di incoscienza? Da questo interrogativo prende forma Dad or Alive, una performance che intreccia parole, musica elettronica dal vivo e immagini per affrontare il conflitto tra il desiderio di diventare genitori e la paura di un futuro percepito come sempre più fragile. Il lavoro nasce da una ricerca sviluppata a partire da conversazioni, questionari, dati statistici, articoli e testimonianze raccolte attorno a un sentimento diffuso: l'incertezza di chi non sa se desidera avere figli oppure no. Ecoansia, precarietà economica, instabilità globale, senso di smarrimento e sfiducia nel domani si intrecciano alle aspettative personali, ai dubbi etici e al desiderio di trasmettere qualcosa di sé alle generazioni future. In scena, storie, confessioni e dati convivono senza separazioni rigide. La voce porta domande, paure, contraddizioni e slanci; la musica elettronica, costruita dal vivo attraverso synth, campioni e loop, ne segue e talvolta ne contrasta il movimento. Suono e parola non procedono su binari paralleli: si interrompono, si sostengono, si amplificano a vicenda, costruendo una drammaturgia condivisa. Anche la componente visiva entra direttamente nell'azione scenica. La luce e il videomapping trasformano i corpi dei performer in superfici attraversate da immagini e segni, rendendo visibili dettagli, gesti e microazioni che dialogano con la materia sonora. Voce, elettronica live e proiezioni compongono così un unico dispositivo performativo che accompagna una domanda tanto privata quanto collettiva: come si cresce e come si fa crescere qualcuno mentre il mondo cambia sotto i nostri occhi? Tra desiderio e paura, possibilità e rinuncia, Dad or Alive dà forma alle domande di una generazione che guarda al futuro e cerca di capire se e come immaginarlo per chi verrà dopo.

calendar icon19 gennaio 2027
map iconTorino - OFF Topic
clock icon19:30

Rimani aggiornato sulle novità!

Rimani aggiornato sulle novità!