L’altro giorno è la traduzione teatrale di una serie di video d’animazione di Pablo Noriega, un artista argentino che da alcuni anni disegna le avventure di un tizio a cui capitano delle cose veramente incredibili: svegliarsi un mattino e scoprire d’essere stato eletto Presidente della Repubblica, incamminarsi verso le poste e perdere d’improvviso il pene. Due attori, seduti a un tavolo, si trovano in uno spazio domestico, forse una cucina, forse la loro. Lì si sentono a casa e così vorrebbero si sentisse anche il pubblico. Contro il logorìo della vita moderna non ci resta che arrenderci al fatto che tutto ciò che facciamo può avere delle conseguenze devastanti, che l’imprevisto è più prevedibile di noi, che morire dal ridere è un degno finale, ma che la fine comincerà sempre con l’altro giorno.
Un uomo come tanti, che indossa un completo nero, danza su un cumulo di ceneri e macerie. Le sue, quelle di chi lo ha preceduto e si è estinto, o magari quelle di un’intera civiltà. Non si sa come sia approdato su quel pezzo di crosta terrestre, ma una cosa è certa: sta cercando una strada, una direzione, un orientamento. È circondato da diverse voci, da parole che riempiono l’aria affastellandosi, che si ripetono ossessivamente e sembrano provenire da un vecchio televisore sfasciato, come se fossero il prodotto di uno zapping impazzito. All about Adam è un’indagine danzata sulla storia recente del maschile, nel suo specifico italiano, ma anche la proposta di un nuovo codice da rifondare sulle macerie di un’eredità che, attualmente, poco sembra parlarci. Tra crolli e risalite, scosse e sospensioni, c’è la ricerca di una strada. E di una luce.