LASCIA CHE SIA FIORITO

FABRIZIO DE ANDRÈ E LUIGI TENCO TRA LE OMBRE DI SPOON RIVER

Questo spettacolo di teatro e musica mette in scena alcuni dei personaggi delle poesie di Edgar Lee Master raccolte nel meraviglioso volume “Antologia di Spoon River”, e le canzoni di Fabrizio De Andrè della raccolta “NON AL DENARO, NON ALL’AMORE NE AL CIELO”. Inoltre alcune delle canzoni di Luigi Tenco che potrebbero essere veramente ispirate ad alcuni dei personaggi dell’antologia. La musica, la scenografia, le interpretazioni attoriali e le canzoni ci trasportano in un mondo straordinario tanto affascinante quanto reale, in cui le storie sono di grandissima e sorprendente attualità. In scena Paolo La Farina interpreta la storia dei personaggi, mentre il M.o Benedetto Spingardi interpreta con tastiere e voce alcune delle indimenticabili canzoni di F. De Andrè e di L. Tenco.

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OASI KEBAB

In una notte di pioggia, un ragazzo di 19 anni affronta il suo primo turno di prova come cameriere presso la panineria ambulante Oasi Kebab, lungo una strada statale abbandonata. Il proprietario Francesco – lo Chef, come preferisce farsi chiamare - lo sottopone al colloquio di lavoro mentre lo istruisce su come funzionerà la gestione della nottata tra clienti, ordinazioni e cucina. Ma il ragazzo non è lì soltanto per lavorare. L’arrivo di Clarissa, unica cliente della notte, cambierà gli equilibri di ore sospese tra noia, inquietudine e bisogno di sentirsi finalmente visti.

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FABBRICO

storia di un paese antifascista

Un piccolo paese, a pochi minuti da Reggio Emilia, è stato teatro di lotte sociali, antifascismo e forti esperienze di comunità: incredibili accadimenti che a raccontarli ed enumerarli in fila si stenta a credere siano potuti accadere in un luogo così piccolo.

Una storia raccontata nell’arco di cent’anni, poi ramificata nella memoria e nella fantasia, dove il reale diventa leggenda e si trasforma in parabola. Massimiliano Loizzi racconta la storia di Fabbrico come una sorta di microcosmo della storia d’Italia, intrecciando episodi storici locali alla memoria collettiva nazionale: vite ordinarie, protagoniste di vicende straordinarie.

Non mette in scena una ricostruzione storica classica, bensì uno spettacolo meta-teatrale, in cui l’autore appare come un narratore, in piena crisi personale e politica, che cerca di realizzare un film sulla storia dell’Italia antifascista: il racconto di quel film immaginario diventa lo spettacolo stesso, in un personale connubio di satira, teatro civile e narrazione. I video presenti nello spettacolo, tratti da materiale di ricerca, diventano parte narrativa e protagonisti insieme all’attore in una scena dove si alternano immagini e parole.

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