Tutto accade in un istante: il passaggio dalla vita alla non vita. Un momento che si dilata in un tempo sospeso, dove ogni cosa sembra fermarsi. In quello spazio, Giulio Monteverde ripercorre i passaggi più significativi della propria esistenza.
Lo spettacolo è tratto dal romanzo Le venti giornate di Torino del torinese Giorgio De Maria, un testo pubblicato in sordina nel 1977 e riscoperto, attraverso straordinarie coincidenze e dopo la morte dell’autore, nel 2017 in America, dove ha ottenuto un grande successo. Racconto distopico e profetico, ricco di spunti ancora attuali profondamente inquietanti. L’atmosfera noir del romanzo trova nel teatro d’ombra un perfetto accompagnamento visivo, le silhouette create per lo spettacolo sono frutto di un’attenta ricostruzione degli anni ’70 in cui si alternano immagini di fotografie iconiche e omaggi ad artisti di quegli anni. La regista, che eseguirà da sola lo spettacolo, è Cora De Maria, figlia dell’autore: raccontando il romanzo del padre, ella affronta anche il suo difficile rapporto con lui. Le musiche originali dello spettacolo sono eseguite dal vivo da Umberto Fantini (violino) e Manuel Zigante (violoncello).
Tutto accade in un istante: il passaggio dalla vita alla non vita. Un momento che si dilata in un tempo sospeso, dove ogni cosa sembra fermarsi. In quello spazio, Giulio Monteverde ripercorre i passaggi più significativi della propria esistenza.
Passato Remoto è un monologo teatrale di Oscar De Summa che intreccia autobiografia, racconto performativo e riflessione sul tempo e sulla memoria. Al centro dello spettacolo c’è un incidente stradale vissuto dall’autore a diciotto anni: un’esperienza limite che interrompe la continuità della vita e modifica profondamente il modo di percepire il tempo, il corpo e la realtà.
Da questo episodio prende forma un racconto che non cerca semplicemente di ricostruire il passato, ma esplora ciò che il ricordo lascia emergere nel presente. Il trauma diventa così una frattura attraverso cui affiorano immagini, rituali antichi, figure legate al lutto e memorie che sembrano appartenere a un tempo più ampio di quello individuale.
Il monologo si muove tra memoria personale e memoria collettiva, alternando momenti di intensa riflessione a passaggi più brillanti e ironici. La ricerca di un significato all'esperienza vissuta porta Oscar De Summa a confrontarsi anche con la medicina alternativa e con il pensiero transgenerazionale, tra teorie, coincidenze e ipotesi sorprendenti.
Una data che si ripete a distanza di generazioni apre la possibilità di interrogarsi sull'eredità degli eventi e sulla capacità del corpo di conservare tracce di ciò che non è stato elaborato. Non una spiegazione definitiva, ma uno spazio narrativo in cui il tempo può tornare indietro, ripetersi e interrompersi.
Anche la dimensione sonora contribuisce a costruire questo spazio instabile. Parole, silenzi, suoni e intrusioni musicali interrompono la continuità del racconto, creando una scena in cui il tempo non procede in linea retta, ma avanza per scarti, ritorni e ripetizioni.
Passato Remoto è un viaggio teatrale tra trauma, memoria e identità, capace di tenere insieme profondità e ironia. Un monologo contemporaneo che parte da un'esperienza personale per interrogarsi su ciò che ereditiamo, su ciò che ricordiamo e su ciò che continua a ritornare nel tempo.
Consigliato dai 5 anni PROGETTO VINCITORE DEL BANDO BUGS, HABITAT MULTIDISCIPLINARI PER IL TEATRO RAGAZZI 2024 Partendo della celebre storia di Collodi, AiAiAi Pinocchio! vuole spostare l’azione nell’epoca contemporanea che parla il linguaggio della generazione alpha, caratterizzato dalla presenza dell’intelligenza artificiale. Geppa è una tecnofila appassionata di creazione digitale, la quale tenta di generare Pinocchio non più fatto di legno ma di pixel, dati e algoritmi. Ad accompagnare i due personaggi in questa avventura ci saranno un robot, il Grillo Parlante e Fata Turkina, l'assistente vocale.