Leon&Io nasce dal desiderio di raccontare con linguaggio clownesco alcune grandi difficoltà dell’essere adulti: la continua ricerca di un giusto compromesso tra le nostre possibilità, energie e capacità e i nostri desideri più profondi, il forte desiderio di uscire dalla realtà, fatta di razionalità, misura, pacatezza, estetica…per tuffarsi nel gioco! Il Clown è un linguaggio, un modo di vedere il mondo che somiglia allo sguardo dei bambini sulla realtà: la meraviglia li pervade, l’entusiasmo, la curiosità e la voglia di scoprire guidano ogni loro azione. I piccoli hanno sempre desiderio di mettere alla prova il proprio corpo ed è grazie al movimento che scoprono sé stessi. Così, con la stessa ingenuità e meraviglia, il Clown racconta come guarda il mondo, senza giudizio né malizia, con grande stupore e accettazione.
Osvaldo ha superato i sessant’anni e vive da solo. La moglie si è trasferita alle Canarie con un toy boy, mentre la figlia Lilli, alla quale è molto legato, riesce a occuparsi di lui solo tra i molti impegni della propria vita.
Il monologo è una riscrittura dell'opera shakespeariana che, pur giocando con il personaggio e con uno stile grottesco, mantiene intatta la potenza della tragedia. Il punto di vista è unicamente quello della Lady, crudele e annoiata, che guarda il mondo con sofferente distacco. La forza del monologo è il dialogo tra classico e contemporaneo, tra l'adesione al testo e il suo tradimento, sorprendendoci con inserimenti pop e immagini poetiche. Lady Macbeth mette in discussione la nostra moralità e ci rivela, immergendosi sempre più al suo interno, l'estrema ferocia del potere. È un invito alla disobbedienza raccontando esattamente il suo opposto: la regina ci guarda e continua a pungolare la nostra pazienza.