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L'UOMO DAL FIORE IN BOCCA

L’uomo dal fiore in bocca, andato in scena per la prima volta nel 1922, è uno degli atti unici più noti di Luigi Pirandello.

La tragica vicenda dell’uomo affetto da un epitelioma che gli concede pochi mesi di vita, ed ha quindi bisogno di ‘attaccarsi alla vita degli altri’, per poterla giudicare sciocca e vana, ha affascinato Corrado Tedeschi fin da giovane, al punto da sceglierlo come provino per l’esame di ammissione all’Accademia del Teatro Stabile di Genova. L’opportunità di portarlo in scena si è manifestata nel 1999, grazie al Teatro Franco Parenti, e in tale occasione, insieme al regista Marco Rampoldi, nacque l’idea di far precedere il breve atto unico da una sorta di semiseria ‘prova’ in cui il ‘debuttante’ Tedeschi deve dimostrare a due personaggi pirandelliani (che saranno poi il pacifico avventore e l’ombra di donna) di poter essere anch’egli ‘personaggio pirandelliano’.

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