Disagio, crisi, scarsa produttività, povertà, inquinamento, surriscaldamento globale. Ma perché nell’era del benessere ci sono tutti questi problemi? La felicità dell’uomo occidentale pare essere direttamente proporzionale a quanto produce e quanto consuma: producendo si ottiene denaro e più denaro si possiede, più si consuma e ci si sente felici. Siamo certi di questa affermazione?
Mi abbatto e sono felice è un monologo a impatto ambientale “0”, autoironico, dissacrante, che vuole far riflettere su come si possa essere felici abbattendo l’impatto che ognuno di noi ha nei confronti del Pianeta. Lo spettacolo si autoalimenta grazie allo sforzo prodotto dall’attore in scena, che pedalando per un’ora intera su una bicicletta recuperata nel garage del nonno, fa girare una dinamo collegata ad un faro e accompagna il pubblico alla riscoperta dell’amore per se stessi, per le altre creature e per la Terra che ci ospita.
Tutto accade in un istante: il passaggio dalla vita alla non vita. Un momento che si dilata in un tempo sospeso, dove ogni cosa sembra fermarsi. In quello spazio, Giulio Monteverde ripercorre i passaggi più significativi della propria esistenza.
Io ero il Milanese racconta la vita di Lorenzo S., un uomo che entra in carcere per la prima volta a pochi mesi a trovare il padre. A 12 anni compie il primo furto, a 14 anni la prima rapina e da allora, per 40 anni, vive da fuorilegge passando la maggior parte della sua esistenza in carcere. Quando ha 33 anni viene condannato a 57 anni, ma la sua vita prende una svolta improvvisa. Lo spettacolo nasce dal podcast prodotto da RaiPlay Sound diventato un vero e proprio caso nel 2022: partito in sordina, grazie al passaparola ha conquistato il pubblico sfiorando i 3 milioni di ascolti.