Spettacolo itinerante
“Miseria e Nobiltà” (1887), resa celebre dal film di Mario Mattioli degli Anni Cinquanta magistralmente interpretato da Totò e Sophia Loren e recentemente celebrato e riportato alla ribalta anche dal regista Mario Martone con il film “Adesso rido io”, narra della povertà di quella parte del popolo napoletano che s’ingegna per tirare a campare. È una commedia molto divertente, piena di verve e d’intrighi, che evoca appieno la tradizione dei canovacci della commedia dell’arte, con scambi di persone, travestimenti e l’arte di arrangiarsi tipica napoletana. Ci si trova a ridere, di quel riso amaro che fa da sfondo al tema della povertà e che giustifica ogni espediente: ci troveremo di fronte ad una “miseria vera e ad una falsa nobiltà”, come recita appunto una battuta della commedia. Questo classico di Scarpetta, nell’adattamento del regista Alfonso Rinaldi, rimane, fino al finale, un vortice inarrestabile di crescente e travolgente comicità, che risucchia il pubblico in una spirale di trovate alle quali diventa impossibile opporre resistenza.
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