Ugo Dighero rivisita nella sua chiave personale due grandi monologhi di Dario Fo e Franca Rame: Il primo miracolo di Gesù bambino e La parpàja topola. Tra i più famosi del repertorio di Fo, questi due brani uniscono un grande divertimento a un forte contenuto, il tutto condito con la leggerezza e la poesia tipici dei racconti dell’autore italiano più rappresentato nel mondo. Il ritmo incalzante e l’interpretazione simultanea di tutti i personaggi delle due storie consentono a Dighero di mettere in campo le sue brillanti capacità attoriali, dando vita a una galoppata teatrale che lascia senza fiato.
Il primo miracolo di Gesù Bambino è costruito prendendo spunto dai “Vangeli apocrifi”, quell’insieme di storie legate alla vita di Gesù e degli apostoli, che furono alla base di tutta la letteratura paleocristiana.
Durante la fuga in Egitto, Gesù, Giuseppe e Maria si fermano a Jaffa in cerca di lavoro. Gesù rimane solo per strada e cerca di fare amicizia con un gruppo di bambini, ma viene deriso perché è un “foresto”, figlio di emigranti e parla in modo diverso da loro. Per superare il rifiuto e riuscire a giocare con gli altri, Gesù decide di compiere un piccolo miracolo.
La parpàja topola narra di un giovane capraio, Giavan Pietro, che diventa improvvisamente ricco grazie all’eredità lasciatagli dal suo padrone, un uomo misogino che gli ha trasmesso una profonda paura delle donne. Quando la sua ricchezza diventa nota, il pastore si ritrova circondato da aspiranti spose.
Cartografia della distanza parte da una domanda semplice: perché siamo qui e dove vorremmo essere davvero? Tra il punto A, in cui siamo, e il punto B, dove forse vorremmo essere, esiste una distanza fatta di tempo, costi e mancanze. Il progetto indaga le migrazioni spinte dall’amore — romantico, familiare, amicale. Attraverso interviste e testimonianze audio, crea un racconto sulle distanze che ci separano e sui piccoli gesti quotidiani che formano la realtà degli amori a distanza. I conti dei soldi, i fusi orari, i messaggi, le differenze linguistiche, le videochiamate, i pensieri quotidiani, le mancanze, le frustrazioni e i tentativi di raggiungersi diventano gli elementi di una quotidianità segnata dalla distanza. Cartografia della distanza osserva così le relazioni che si costruiscono e si trasformano tra un punto A e un punto B, raccontando le distanze che ci separano e i modi con cui proviamo a raggiungerci.
Con l’immaginazione si possono creare mondi, costruire regni, evocare tempeste. E proprio come una tempesta, l’immaginazione può allietare o annichilire. Cosa accadrebbe se ci fosse qualcuno in grado di usarla per plasmare il mondo che lo circonda? Mescolando magie, spiriti, amori e intrighi, La Tempesta mette immaginazione e realtà a confronto, ci parla del nostro rapporto con la natura e di possibili utopie. Con il suo stile coinvolgente, ironico e accessibile, Davide Lorenzo Palla accompagna il pubblico alla scoperta dell’opera shakespeariana, svelandone il contesto storico, la portata universale e la straordinaria attualità.