NARCISO

Il mito di Narciso alla luce del tema del gaming e della dipendenza dai mezzi di comunicazione

Una rilettura del celebre mito di Narciso alla luce del tema del pericolo dell’isolamento dovuto alla dipendenza dal gioco online e dai mezzi di comunicazione in generale, tendenza che non solo genera frustrazione, depressione ed apatia, ma mette seriamente in pericolo le nuove generazioni che non percepiscono i rischi che si celano dietro lo schermo e il livello di dipendenza in cui si rischia di cadere. Narciso smette di interessarsi agli altri perché specchiandosi nel riflesso dell’acqua rivede un’altra creatura che lo attira più di qualsiasi forma umana, e questo amore lo porterà ad affondare sprofondando in esso. Lo specchio d’acqua è per noi lo schermo in cui lo spettatore potenzialmente rischia di isolarsi, attirato dal gioco online, dal gioco con un altro sé stesso, allontanando il contatto diretto fatto di relazioni umane. Come Narciso, anche il protagonista dello spettacolo smette di interessarsi agli altri perché attratto da quello “schermo d’acqua” in cui intravede il suo riflesso, un riflesso che può incantarti fino a farti precipitare.

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CATTIVINI

Cabaret-concerto per Bimbi Monelli

Spettacolo per le scuole Cattivini vuole essere un omaggio in forma di concerto, a quella fondamentale e vitale pulsione infantile che tutti conosciamo: la monelleria, il sovvertimento delle regole, la naturale inclinazione a sbagliare per imparare. Le canzoni di questo concerto rispecchiano lo sguardo dei bambini sul mondo, sugli argomenti urgenti per un animo piccino e su quelli più frivoli ed evanescenti, ma non per questo meno importanti. Tutto questo per svelare le emozioni, sia quelle forti che un po’ spaventano, sia quelle che ci fanno divertire e stare bene. Canzoni piene di humor, di non-sense, di geniali trovate, proprio come i bambini sanno fare! Anche gli adulti riconosceranno sé stessi, le proprie comiche nevrosi, i propri tic e rideranno anche loro. Anzi, rideremo tutti insieme. E canteremo. E se proprio ci verrà voglia, balleremo fino all’ultimo giro di musica. Per ricordarci che siamo qui per celebrare la vita giocando, e non c’é regola che tenga.

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LA TEMPESTA

Una compagnia teatrale ha poco tempo per mettere in scena La Tempesta. Gli attori sono già lì, sospesi tra sé stessi e i personaggi che stanno per incarnare. Le prove iniziano, e l’isola di Shakespeare prende forma davanti agli occhi del pubblico: un luogo di esilio e di incanto, di potere e di ribellione. Prospero, duca spodestato e mago potente, vive confinato su un’isola insieme alla figlia Miranda. Tradito dal fratello Antonio e abbandonato al mare, ha fatto della sua solitudine uno spazio di dominio: governa gli spiriti come Ariel e tiene in catene Calibano, antico padrone di quell’isola. Quando una tempesta da lui stesso evocata fa naufragare i suoi nemici sulle rive del suo esilio, Prospero mette in atto il suo disegno di vendetta. Intorno a lui si muovono amori che nascono — come quello tra Miranda e Ferdinando — e complotti che si intrecciano, lotte per il potere e desideri di libertà. Ariel sogna di essere liberato, Calibano rivendica la propria terra e la propria dignità. Tutti cercano una via d’uscita dalla propria prigionia. Ma questa Tempesta non è solo la storia di un’isola lontana. Le tensioni tra i personaggi si riflettono nelle dinamiche della compagnia che li interpreta. Realtà e finzione si sovrappongono: gli attori entrano ed escono dai ruoli, e il confine tra vita e teatro si fa sottile. La tempesta diventa così un movimento interiore, un attraversamento. Nel cuore della vendetta si apre la possibilità del perdono. E l’isola, da luogo di esclusione, si trasforma in spazio di rinascita, dove il teatro diventa salvezza e atto di libertà.

calendar icon23 febbraio 2027
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DAD OR ALIVE

Una domanda attraversa l'intero spettacolo: mettere al mondo un figlio oggi è un atto di coraggio o di incoscienza? Da questo interrogativo prende forma Dad or Alive, una performance che intreccia parole, musica elettronica dal vivo e immagini per affrontare il conflitto tra il desiderio di diventare genitori e la paura di un futuro percepito come sempre più fragile. Il lavoro nasce da una ricerca sviluppata a partire da conversazioni, questionari, dati statistici, articoli e testimonianze raccolte attorno a un sentimento diffuso: l'incertezza di chi non sa se desidera avere figli oppure no. Ecoansia, precarietà economica, instabilità globale, senso di smarrimento e sfiducia nel domani si intrecciano alle aspettative personali, ai dubbi etici e al desiderio di trasmettere qualcosa di sé alle generazioni future. In scena, storie, confessioni e dati convivono senza separazioni rigide. La voce porta domande, paure, contraddizioni e slanci; la musica elettronica, costruita dal vivo attraverso synth, campioni e loop, ne segue e talvolta ne contrasta il movimento. Suono e parola non procedono su binari paralleli: si interrompono, si sostengono, si amplificano a vicenda, costruendo una drammaturgia condivisa. Anche la componente visiva entra direttamente nell'azione scenica. La luce e il videomapping trasformano i corpi dei performer in superfici attraversate da immagini e segni, rendendo visibili dettagli, gesti e microazioni che dialogano con la materia sonora. Voce, elettronica live e proiezioni compongono così un unico dispositivo performativo che accompagna una domanda tanto privata quanto collettiva: come si cresce e come si fa crescere qualcuno mentre il mondo cambia sotto i nostri occhi? Tra desiderio e paura, possibilità e rinuncia, Dad or Alive dà forma alle domande di una generazione che guarda al futuro e cerca di capire se e come immaginarlo per chi verrà dopo.

calendar icon19 gennaio 2027
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