I LOVE YOU, SCHUBERT! Un lavoro costruito sul dialogo tra danza e musica, ispirato alle composizioni di Franz Schubert. Il suono si trasforma in gesto, mentre il movimento segue e rielabora le traiettorie della partitura.
Capolavoro di Virginia Woolf pubblicato nel 1928, Orlando racconta la storia di un giovane e malinconico cortigiano dell’età elisabettiana che, nel corso di quasi quattro secoli, attraversa epoche e generi, risvegliandosi un giorno nel corpo di una donna.
L’adattamento teatrale firmato da Dipasquale esalta l’ironia e il potere visionario del testo, trasformando la biografia fantastica di Virginia Woolf in un’indagine contemporanea sul “chi siamo?”.
La metamorfosi di Orlando da uomo a donna diventa infatti il perno drammaturgico per esplorare la libertà dell’individuo contro le convenzioni sociali di ogni epoca.
Lo spettacolo intreccia l’estetica elisabettiana con una sensibilità moderna, portando in scena una riflessione sull’identità, sull’amore e sulla libertà di essere pienamente se stessi.
I LOVE YOU, SCHUBERT! Un lavoro costruito sul dialogo tra danza e musica, ispirato alle composizioni di Franz Schubert. Il suono si trasforma in gesto, mentre il movimento segue e rielabora le traiettorie della partitura.
Pazza è un dramma teatrale di Tom Topor che porta in scena una storia di omicidio, giustizia e violenza familiare attraverso il confronto tra una donna accusata di un delitto e l’avvocato chiamato a difenderla.
Claudia Draper, una donna che lavora come squillo di lusso, è accusata dell’omicidio di un anziano cliente e rischia una lunga condanna. La sua famiglia tenta di farla dichiarare incapace di intendere e di volere, nella convinzione che questa strategia possa evitarle il carcere. Claudia, però, rifiuta di essere considerata incapace e sceglie di affrontare il processo, affidandosi a un avvocato d’ufficio che riconosce la sua lucidità e la sua determinazione.
Da questa situazione prende forma un intenso dramma giudiziario e psicologico, nel quale il racconto del presente si intreccia progressivamente con quello del passato. Claudia ripercorre la propria storia e porta alla luce ferite, conflitti e dinamiche familiari che hanno segnato profondamente la sua esistenza.
Quello che emerge è il ritratto di una famiglia apparentemente normale, dietro cui si nascondono tensioni e forme di violenza che per anni sono rimaste invisibili. Il caso giudiziario diventa così l'occasione per interrogarsi su ciò che accade all'interno delle mura domestiche e sulle responsabilità di chi sceglie di non vedere.
Con Vanessa Gravina nel ruolo di Claudia Draper e Nicola Rignanese nei panni dell’avvocato, Pazza costruisce un confronto serrato tra due personaggi e due modi di guardare alla verità. La vicenda personale della protagonista diventa progressivamente una riflessione più ampia sulla violenza familiare, sul trauma, sulla giustizia e sui meccanismi con cui una famiglia può nascondere il proprio lato più oscuro.
Uno spettacolo intenso e doloroso che mette in discussione il confine tra normalità e follia e invita il pubblico a confrontarsi con quell'orrore quotidiano che, proprio perché vicino e familiare, spesso scegliamo di non riconoscere.