Astor P. Piazzolla è considerato tra i musicisti più influenti del ‘900. Ha saputo miscelare a ritmo di tango sonorità jazz, classiche e contemporanee. Cinque musicisti avranno lʼonore di intepretare questo suggestivo ritratto, fondendo tango e milonga con un uso intelligente di elettronica. Il tutto senza perdere il fascino di un ensemble che annovera strumenti tradizionali come la chitarra, il bandoneon ed il violino. La direzione artistica e gli arrangiamenti, tra citazioni rock e world music, sono affidati ai Magasin du Café, nel loro stile originale e suggestivo che li ha resi apprezzati nei teatri di tutta Europa.
Osvaldo ha superato i sessant’anni e vive da solo. La moglie si è trasferita alle Canarie con un toy boy, mentre la figlia Lilli, alla quale è molto legato, riesce a occuparsi di lui solo tra i molti impegni della propria vita.
Il monologo è una riscrittura dell'opera shakespeariana che, pur giocando con il personaggio e con uno stile grottesco, mantiene intatta la potenza della tragedia. Il punto di vista è unicamente quello della Lady, crudele e annoiata, che guarda il mondo con sofferente distacco. La forza del monologo è il dialogo tra classico e contemporaneo, tra l'adesione al testo e il suo tradimento, sorprendendoci con inserimenti pop e immagini poetiche. Lady Macbeth mette in discussione la nostra moralità e ci rivela, immergendosi sempre più al suo interno, l'estrema ferocia del potere. È un invito alla disobbedienza raccontando esattamente il suo opposto: la regina ci guarda e continua a pungolare la nostra pazienza.