Lo spettacolo, tratto da Chicchi la resistente di Anita Ginella, ripercorre la vicenda di Teresa Mattei, la più giovane madre costituente e partigiana conosciuta con il nome di battaglia Chicchi.
Le “lettere del cuore” di Natalia Aspesi sul Venerdì di Repubblica diventano uno spettacolo. Un viaggio attraverso la vita sentimentale e sessuale degli italiani nel corso degli ultimi trent’anni. I tradimenti, le trasgressioni, le paure, i pregiudizi. Migliaia di storie intorno all’amore e alla passione che, incredibilmente, non cambiano con il passare dei decenni e l’evoluzione del costume. Dalla ragazzina infatuata per un uomo tanto più grande di lei, alla donna che ama essere picchiata, dalla signora che s’innamora di un sacerdote, alla moglie tradita e abbandonata, dal giovane che si scopre gay, al maschio orgoglioso della sua mascolinità. Tutti hanno imbracciato la penna (più recentemente la tastiera del pc) per scrivere a Natalia Aspesi chiedendo un consiglio, un parere. E le risposte, argute, comprensive, feroci, spesso sono più gustose delle domande. A dare voce sul palco a questa corrispondenza Lella Costa in un gioco di contrappunti tra botta e risposta che raggiunge tutte le sfumature, i diversi gradi d’intensità e di intimità.
Lo spettacolo, tratto da Chicchi la resistente di Anita Ginella, ripercorre la vicenda di Teresa Mattei, la più giovane madre costituente e partigiana conosciuta con il nome di battaglia Chicchi.
Metaforicamente Schiros è un monologo teatrale personale, ironico e commovente in cui Beatrice Schiros torna sul palcoscenico per raccontare la propria vita, tra ricordi, relazioni, perdite, cadute e nuove ripartenze.
Uno spettacolo che nasce come un vero e proprio rito psicomagico di ritorno al teatro: un atto curativo e intimo attraverso cui l’attrice fa pace con il palcoscenico dopo due anni di assenza e condivide con il pubblico fatti, aneddoti e momenti della propria esistenza.
In scena c’è solo Beatrice Schiros, insieme a uno sgabello e alle parole. La forma è quella essenziale del monologo teatrale, con elementi che richiamano la stand up comedy, ma anche il racconto autobiografico e il teatro d’attore.
A partire dalla perdita dei genitori e dal bisogno di fermarsi a fare il punto sul proprio percorso, Beatrice Schiros costruisce un racconto fuori dai denti e sfacciato, ma anche delicato e amaro. Un viaggio attraverso episodi personali e personaggi che, tra risate e lacrime, tocca alcuni dei grandi temi dell’esperienza umana.
Le relazioni, la famiglia, i genitori, il dolore, la perdita, gli errori e la capacità di rialzarsi diventano così materia teatrale. La storia di Beatrice è personale, ma riesce a diventare universale: nel racconto della sua vita, il pubblico può riconoscere qualcosa di sé.
Metaforicamente Schiros è uno spettacolo teatrale appassionante, esilarante e commovente, costruito sul forte rapporto empatico tra attrice e pubblico. Un monologo denso di vita che porta al cuore del teatro attraverso la presenza scenica di Beatrice Schiros, qui per la prima volta anche autrice insieme a Gabriele Scotti.